Autisti diabetici
Vi raccomandiamo, prima di procedere nella consultazione, di leggere le avvertenze.
Il 12 Maggio 2003 Elisa scrive:
Paziente diabetico insulino dipendente (tipo 1), di professione autista ATM, vorrebbe sapere le leggi che lo tutelano sul lavoro (orari,...), ma non trova le leggi relative.
E' possibile ricevere informazioni relative a questo argomento?
Soprattutto come è possibile tutelarsi ed ottenere condizioni di lavoro (orari che permettano la somministrazione della terapia,durata del lavoro giornaliero continuativo, ect) che non rechino problemi sia all'individuo in questione sia al rapporto con l'azienda?
Il certificato del diabetologo per quanto riguarda gli orari deve oppure no essere accettato senza riserva dalla ditta in cui il paziente lavora?Il 16 Maggio 2003 Valter F. scrive:
Sono conducente di linea dal 1976; solo dal gennaio 2003, per caso ho scoperto di essere diabetico di tipo 2
Guidando un mezzo pubblico, dietro consiglio del medico, ho informato il responsabile dei servizi riguardo il mio problema di salute, specificando che da subito mi sono messo in cura. Da circa tre mesi vengo seguito presso un centro antidiabetico presente a Latina. Per poter mangiare come mi viene consigliato di fare, al capo servizio ho fatto richiesta scritta di poter effettuare turni in zona (Anzio, Nettuno, Aprilia) o di poter avere turni che mi permettano di magiare a casa. Compatibilmente con tale richiesta non disdegno di effettuare turni a straordinario, numerosissimi nel nostro settore. Per comprensione di un capo dei servizi, diabetico anche lui, durante un mese lavorativo ciò si è verificato tranquillamente. Per antipatia il mese succesivo, il capo dei servizi successivo non ha ottemperaro alle mie richieste scritte. Alla luce di tale situazione quali sono i miei diritti e vorrei sapere se potro continuare a guidare visto che i miei valori sono intorno ai 90mg e che mi attengo alla dieta alimentare prescrittami?Risponde il dott. Carlo Pisano, avvocato:
Come ho già avuto occasione di precisare, non esistono norme specifiche relative alla tutela della salute sul lavoro per i diabetici; bisogna dunque rifarsi alla normativa generale sul lavoro.
Il decreto legislativo 19.9.1994 n. 626 in materia di lavoro, stabilisce le norme in materia di vigilanza sanitaria, che deve essere effettuata «nei casi previsti dalla normativa vigente» (art. 16).
Tale decreto prevede che il medico competente, tra le altre cose, possa, in sede di accertamento di una parziale inidoneità alle mansioni, dare le opportune prescrizioni al datore di lavoro, indicando quali mansioni non siano compatibili con lo stato di salute.
Bisogna naturalmente stare attenti a richiedere l'accertamento, perché il medico potrebbe emettere un giudizio di inidoneità totale che aprirebbe la porta ad un licenziamento. E' vero che, contro un accertamento non favorevole è possibile fare un ricorso in via amministrativa, come previsto dall'art. 17 della stesso decreto, o comunque un ricorso giurisdizionale, ma questo comporta ovviamente problemi e lungaggini e, in caso di licenziamento, non necessariamente l'eventuale esito positivo della causa determina la reintegrazione nel posto di lavoro.
Per completezza di risposta bisogna anche osservare che potrebbe esistere qualche normativa specifica nella contrattazione collettiva. Io non ne ho trovato in quella nazionale di categoria, ma potrebbe (ne dubito) esserci qualche previsione in eventuali accordi aziendali che non sono in grado di conoscere.
Data ultimo aggiornamento: Mercoledì, 3 Settembre 2003 6:30.00
URL: http://www.progettodiabete.org/expert/2003/e2_01888.html