Ovaie policistiche, ipoglicemia reattiva e rischio di diabete

Vi raccomandiamo, prima di procedere nella consultazione, di leggere le avvertenze.


L'8 Aprile 2003 Alessandra P. scrive:
Ho 33 anni e da circa 3 anni io e mio marito stiamo cercando un bambino; nel tempo abbiamo riscontrato alcune difficoltà: prima cosa il mio sovrappeso (circa 30 kg), sindrome di ovaie policistiche ed ora cercando di dimagrire il medico a cui mi sono rivolta mi ha fatto fare la curva da carico di 5 ore il cui esito è: "ipoglicemia reattiva"
Sinceramente mi sono un pò spaventata perchè ho sentito parlare di rischio di diabete e mi ha dato una dieta per diabetici di 1600 calorie.
Vorrei una vostra opinione e se fosse possibile una spiegazione sull'ipoglicemia reattiva: è una causa del sovrappeso o una conseguenza?

Risponde il dr. Paolo Ciampalini, diabetologo:
Il rischio di diabete è dovuto prima di tutto all'eccesso ponderale, ma anche la presenza di ipoglicemia reattiva è tipica dell'eccesso ponderale marcato. Nell'obesità si ha infatti una secrezione di insulina aumentata. L'insulina, con il passare del tempo perde alcune delle sue caratteristiche di azione nei confronti del glucosio. Questo fenomeno, detto anche "resistenza insulinica", è uno dei meccanismi con cui insorge nel tempo il diabete tipo 2. Nel periodo precedente la comparsa della glicemia alterata, l'insulina conserva ancora la sua capacità di far abbassare il livello della glicemia, solo che la sua azione perde di rapidità, per cui si hanno queste ipoglicemie tardive, dette reattive in quanto avvengono solo in seguito all'assunzione di zuccheri e non a digiuno. Anche i fenomeni di policistosi ovarica sono strettamente legati alla resistenza insulinica e sono di comune riscontro nell'eccesso ponderale.
L'ipoglicemia reattiva e l'iperinsulinismo sono disturbi che potremmo definire funzionali, in quanto, fortunatamente, non si sono ancora create alterazioni irreversibili. La terapia consiste essenzialmente nel dimagrimento. Deve essere pertanto seguita una dieta regolare con pochi carboidrati semplici (anche se, personalmente, ridurrei ancora un pò le 1600 calorie prescrittele), deve essere incrementata l'attività fisica e può inoltre essere introdotta una terapia con metformina per darle una mano ulteriore a risolvere il problema.


Data ultimo aggiornamento: Giovedì, 24 Aprile 2003 6:30.00
URL: http://www.progettodiabete.org/expert/2003/e2_01793.html