Cosa fare per controllare il disturbo nevritico

Vi raccomandiamo, prima di procedere nella consultazione, di leggere le avvertenze.


Il 14 Marzo 2003 Antonino G. scrive:
Da circa due anni ho una forma di diabete tipo 2, in prima diagnosicato come intolleranza glicidica, stante anche il peso di kg 104 con altezza di m 1,87, chiarita la diagnosi di diabete tipo 2 si è iniziata una cura dietetica unita a 2 gr di metformina.dopo alcuni mesi i valori glicemici sono ritornati nella norma ed il peso ad oggi si maniene tra kg 87/89, il dosaggio di metformina è stato tidotto a 1 gr die, da 5 mesi è iniziata una sintomatologia di dolori alle gambe, sensazione di gambe stanche, per cui dopo esame clinico ed elettromigrafico si è posta diagnosi di neuropatia diabetica. Ho iniziato cura con fans e rivotril, senza particolari successi. Ma quello che mi lascia perplesso è che la glicemia rimane nei valori normali per cui mi sorge il dubbio che forse sia opportuno cambiare la metformina con altro antidiabetico. Può la cura con metformina aggravare la neuropatia o meglio non agire sullo stress metabolico dei nervi ma d'altra parte ho letto che i nervi non hanno bisogno dell'insulina per assumere lo zucchero che prendono direttamente dal sangue, per cui la iperglicemia medio alta stà alla base del passaggio eccessivo di zucchero nel nervo e il disordine metabolico etc, io però ho specie ora un livello glicemico normale e mantengo una dieta appropriata.
Allora la domanda che vi chiedo è cosa devo fare per controllare detto disturbo nevritico? Devo cambiare l'antidiabetico? Cosa ne dite dei prodotti che inibiscono la aldoso reduttasi?

Risponde il dott. Patrizio Tatti, diabetologo:
Indubbiamente la metformina è la prima scelta nel suo caso perchè agisce sulla "insulino-resistenza", che dovrebbe essere una delle principali cause del suo diabete, ed è la sola sostanza antidiabetica a nostra disposizione che facilita la perdita di peso.
Per quanto riguarda la diagnosi di neuropatia diabetica tenga presente che è una diagnosi di esclusione, cioè la diagnosi che si accetta dopo avere escluso tutte le altre cause. Il fatto che ci sia una elettromiografia positiva in una persona diabetica non vuol dire automaticamente che siamo di fronte ad una neuropatia diabetica. Siccome la neuropatia diabetica generalmente (anche se ovviamente vi sono eccezioni) compare dopo molti anni di diabete mal controllato, e sembra che questo non sia il suo caso, le suggerisco di consultare un neurologo od un diabetologo con particolare esperienza nel campo.
Se fosse una vera neuropatia diabetica non sono convinto che sia stata la metformina a provocarela almeno direttamente con un effetto tossico sul nervo. Una ipotesi più ragionevole è che lei abbia avuto la glicemia molto alta per alcuni mesi prima di iniziare la terapia, e che i nervi si siano adattati a questo livello glicemico elevato. Se la glicemia si è normalizzata molto rapidamente per effetto della metformina il nervo ha accusato una carenza relativa di glucosio, ed è comparsa una neuropatia dolorosa. E' un meccanismo raro ma possibile. In ogni caso le neuropatie diabetiche tendono a scomparire da sole in alcuni mesi. Gli inibitori delle aldoso reduttasi non sono per il momento in commercio, ed è meglio così perchè l' alredase è stato una pessima esperienza. Vi sono comunque altri farmaci nella "pipeline" delle industrie, sia inibitori della aldoso reduttasi che di altre classi che sono molto più promettenti.
In sintesi nel suo caso suggerisco:
1-certezza diagnostica, mediante esclusione di altre cause
2-uso dei comuni analgesici
3-stabilizzazione della glicemia, cercando di evitare eccessive oscillazioni ai pasti.


Data ultimo aggiornamento: Giovedì, 27 Marzo 2003 6:30.00
URL: http://www.progettodiabete.org/expert/2003/e2_01762.html