Gravidanza in donna trapiantata di rene e pancreas

Vi raccomandiamo, prima di procedere nella consultazione, di leggere le avvertenze.


Il 19 Febbraio 2003 Claudio B. scrive:
La mia partner ha subito un trapianto di pancreas+rene pių di due anni fa (č andato tutto bene e continua ad andare tutto bene). Coscenti dei rischi di rigetto, vorremmo avere maggiori indicazioni sulla possibilitā di una gravidanza e sapere se qualche donna che ha subito lo stesso trapianto ci ha giā provato in Italia ed eventualmente con quale esito.

Risponde il dott. Federico Bertuzzi, esperto in trapianti:
Nella scelta di avere una maternitā da parte di una paziente sottoposta a trapianto di pancreas e rene, č molto importante seguire i consigli del proprio diabetologo che meglio di tutti conosce la storia clinica e lo stato di salute dei propri pazienti.
Cercherō da parte mia di darLe alcune indicazioni, ricavate in parte dalla nostra esperienza e soprattutto dai dati presenti in letteratura. Non sono comunque molti gli studi sull'argomento e mancano ancora delle vere e proprie linee guida che indirizzino le scelte dei diabetologi e trapiantologi.
Il trapianto di pancreas e rene ripristina la fertilitā nelle pazienti diabetiche con insufficienza renale cronica e quindi rende possibile una gravidanza nelle donne portatrici di trapianto d'organo. La gravidanza dovrebbe comunque essere considerata sempre ad alto rischio per le pazienti dovuto alla pre esistente grave compromissione vascolare legata alla malattia diabetica.
Esiste inoltre il rischio di riduzione della funzione renale, di gestosi e della sopravvivenza dell'organo, anche se alcuni studi non hanno confermato un effetto della gravidanza a questo proposito (l'ultimo di questi studi, eseguito analizzando 19 gravidanze, non ha riportato modifiche nč della funzione renale, nč del controllo glicemico; in un solo caso si č avuto invece un peggiormanto della retinopatia diabetica).
Non sono infine esclusi del tutto rischi per il feto, anche se diversi studi hanno escluso che la ciclosporina e il tacrolimus possano essere teratogeni (indurre anomalie nel feto): nella casistica soprariportata su 19 nati, in un bambino č stata osservata cataratta bilaterale e in altro caso un doppio arco aortico. La percentuale di malformazioni rimane comunque inferiore rispetto ai nati da madre diabetica non trapiantata.
Per affrontare una gravidanza dovrebbero essere passati almeno due anni dal trapianto e le pazienti dovrebbero avere un regime di trattamento immunosoppressivo di mantenimento con valori stabili di creatininemia<2 mg/dl (meglio <1,5) senza segni di ipertensione per almeno due anni, prima della gravidanza.


Data ultimo aggiornamento: Martedì, 25 Marzo 2003 6:30.00
URL: http://www.progettodiabete.org/expert/2003/e2_01760.html