Piaghe da decubito sui talloni
Vi raccomandiamo, prima di procedere nella consultazione, di leggere le avvertenze.
Il 27 Gennaio 2003 Mary N. scrive:
Mia nonna - a maggio 85 anni - è affetta da diversi decenni da una forma di diabete mellito che le ha causato la quasi totale cecità. Inoltre è cadiopatica e nel settembre 2002 è stata colpita da un infarto, mentre nel dicembre dello stesso anno si sono presentati problemi di ritmo e bassa frequenza cardiaca. A causa della degenza e della ridotta mobiltà si sono formate piaghe da decubito sui talloni e una di queste presenta una difficile guarigione, c'è una parziale crosta in superfice ma invece di rimarginarsi la ferita sembra non migliorare anzi il dolore è fortissimo e nelle medicazioni si irradia a tutta la gamba. Volevo chiedere qual'è il trattamento più adeguato: io pulisco la ferita con acqua ossigenata, disinfetto con rifocin e spruzzo uno spray specifico (katoxy), poi copro con una garza e infilo un leggerissimo calzino. Inoltre lamenta rossori e bruciori nell'interno coscia (premetto che la notte usa pannoloni) nell'inguine, il punto vita (punti in cui la pelle sfrega il pannolone) nonchè sotto il seno e tra il torace e le ascelle: potrebbero essere i sintomi di nuove piaghe? Come curarli?Risponde la sig.ra Lorena Urbani, infermiera professionale:
Data l'età e la ridotta mobilità, tua nonna è un soggetto a rischio di piaghe da decubito. La prevenzione è assolutamente necessaria per evitare che insorgano nuove lesioni. Ti consiglio un materasso e cuscini anti decubito, massima pulizia del corpo: lavare con acqua e sapone neutro e asciugare molto bene.Non far rimanere nella stessa posizione la nonna più di due ore. Controllare le condizioni generali e verificare lo stato nutrizionale e dell'idratazione. I vari arrossamenti presenti li considerei lesioni di 1° stadio che si presentano come eritema della pelle e dopo una accurata pulizia applicherei una crema protettiva a base di ossido di zinco.
Le lesioni da decubito sui talloni mi sembrano più importanti e più avanzate ( 3° stadio). Tali lesioni vanno deterse con Soluzione fisiologica e Renger Lattato sterili tiepidi ( 28°-30°) mediante l'uso della siringa da 20cc con ago per una azione mirata ed efficace; non asciugare la lesione ma la cute perilesionale. Va sicuramente rimossa l'escara con una toilette chirurgica poichè impedisce al tessuto di granulare. Per favorire il distacco dell'escara si applica pomata collagenasi (Noruxol attivo 8/12 ore) o proteasi (Elase attivo 6/8 ore) facendo attenzione a non debordare sulla cute sana o granuleggiante e coprire con garze sterili. Tale medicazione va rimossa ogni 6/12 ore. La medicazione intorno all'escara varia a seconda se si è in una fase sierosa, granulare o di riepitelizzazione.
Ti consiglio di farla controllare da personale esperto, infermiere e medico.
Data ultimo aggiornamento: Mercoledì, 12 Febbraio 2003 6:30.00
URL: http://www.progettodiabete.org/expert/2003/e2_01719.html