Evitare la 'dipendenza' da medicinali specifici per il colesterolo

Vi raccomandiamo, prima di procedere nella consultazione, di leggere le avvertenze.


Il 14 Novembre 2002 Ilaria B. scrive:
Sono qui a sottoporvi il caso del mio fidanzato. Ha 33 anni e nonostante una dieta controllatissima non riesce e tenere sotto controllo il valore del colesterolo (suo padre ha lo stesso problema). Per questo motivo gli è stato proposto dal medico di famiglia di ricorrere a medicinali specifici. Ma per il momento vorrebbe evitare questo tipo di dipendenza per non incorrere in una sorta di rischio assuefazione e preferirebbe puntare sulla fitoterapia. E' una pessima idea? Nel caso in cui non lo sia, potete indicarmi qualche pianta che può essere un valido aiuto: ho sentito parlare oltre che della lecitina di soia, di glucomannano, garcinia, tarassaco, betulla... Il mio timore finale è che provochino interazioni con l'insulina.

Risponde il dott. Stefano Pintus, endocrinologo:
Si, è una pessima idea.
Prima di tutto chiariamo che questi farmaci non danno alcuna dipendenza; il loro effetto è quello di limitare un enzima di sintesi endogena del colesterolo, favorendo l'espressione dei recettori che permettono di utilizzare il colesterolo circolante. Hanno una emivita breve, cioè scompaiono dall'organismo in fretta ( da 1,5 a 16 ore). Ciò che capita alla interruzione della terapia è solo un ritorno dei valori a quelli di partenza, come capita con la maggior dei farmaci, dagli ipertensivi alla stessa insulina, utilizzati nelle malattie croniche. Purtroppo se il tuo fidanzato ha la tendenza all'ipercolesterolemia è molto improbabile che questa scompaia nel tempo. E' invece certo che tale patologia peggiora tantissimo la prognosi del diabete mellito, anticipando i problemi di tipo vascolare, tanto che le linee guida internazionali consigliano di tenere i valori di colesterolo LDL a valori più bassi rispetto alla popolazione generale (100 mg/dl anzichè 130). Nonostante i problemi relativi alla Cerivastatina, tali farmaci sono considerati in assoluto molto sicuri, con pochissimi casi annui di effetti collaterali significativi.
I fitoterapici, nelle ipercolesterolemie importanti non hanno mai dimostrato una efficacia significativa. Alcuni, come l'aloe vera è attualmente sotto esame della FDA statunitense perchè sarebbe addirittura cancerogena. Altri come l'aglio, hanno dimostrato una grande efficacia nei topi ma non negli umani. Ti faccio anche presente che, a differenza dei farmaci ufficiali, che contengono un solo principio attivo, molti fitoterapici, essendo estratti in alcool o tramite spremitura, contengono numerosi principi attivi non sempre titolabili e non sempre innocui.
Concludo ricordandoti che non tutto ciò che è sintetico è dannoso, e che non tutto ciò che è naturale è buono: i veleni più potenti, dalla cicuta al cianuro, per non parlare del veleno dei serpenti sono tutti prodotti altamente naturali!


Data ultimo aggiornamento: Martedì, 31 Dicembre 2002 6:30.00
URL: http://www.progettodiabete.org/expert/2002/e2_01675.html