Selezione dei soggetti idonei per un trapianto
Vi raccomandiamo, prima di procedere nella consultazione, di leggere le avvertenze.
Il 5 Novembre 2002 Gennaro P. scrive:
In merito alla selezione dei soggetti idonei per un trapianto che segua il protocollo Edmonton vorrei presentare una perplessità: il fatto che vengano selezionati soggetti con un organismo già stressato dai continui picchi glicemici (ipo ed iper) non rappresenta una limitazione rispetto alle terapie successive ad esempio antirigetto?
Non sarebbe il caso di sottoporre pazienti anche senza complicazioni gravi a questo tipo di sperimentazione? In tal modo, forse, potremmo realmente migliorare la vita di un paziente diabetico già a quarant'anni!Risponde il dott. Federico Bertuzzi, esperto in trapianti:
Quello che lei mi dice è logico: il trapianto di isole avrebbe risultati migliori con minori problemi se fosse eseguito in soggetti ben compensati. Purtroppo però non riteniamo giustificato sottoporre pazienti in buon compenso ai rischi legati al trapianto e alla terapia immunosoppressiva che esso comporta. Con l'obiettivo di togliere la dipendenza dall'insulina, si sottoporrebero infatti questi pazienti al rischio di infezioni, di danno renale, di tumori, tutti possibili effetti collaterali della terapia immunosoppressiva, con il rischio di peggiorare e non migliorare la loro qualità di vita. Altra cosa è invece trapiantare pazienti che hanno una scarsa qualità di vita per la impossibilità di controllare in maniera adeguata le loro glicemie, con ipoglicemie gravi, magari non avvertite, o episodi di coma chetoacidosico o gravi complicanze. In questi pazienti, per ripristinare la insulino indipendenza, riteniamo giustificato correre qualche rischio in più.
Data ultimo aggiornamento: Mercoledì, 27 Novembre 2002 6:30.00
URL: http://www.progettodiabete.org/expert/2002/e2_01659.html