Domande agli esperti
Cura che possa prolungare la fase di remissione
Vi raccomandiamo, prima di procedere nella consultazione, di leggere le avvertenze.
Il 1 Settembre 2002 Sergio scrive:
Buongiorno; volevo un chiarimento sulla mia situazione!
Nel Gennaio 2002 mi è stato diagnosticato un diabete mellito di tipo 1 all' esordio, premetto che ho 29 anni sono maschio e nella mia famiglia mio padre e sua mamma soffrono di diabete di tipo 2.
La diagnosi mi è stata fatta per mezzo di un' analisi del sangue che periodicamente eseguo tutti gli anni in quel periodo, trovandomi una glicemia a digiuno di 316. Sucessivamente mi è stata misurate l' emoglobina glicata che è risultata di 9.5, la c-peptide che è risultata di 2.5 ed all' ospedale San Raffaele ho eseguito la ricerca degli anticorpi con esito di 4 marcatori positivi!
Inizialmente mi sono stati somministrati degli ipoglicemizzanti orali (tre mezze pastigli prima dei pasti principali), poi ho ripetuto l' esame dell' emoglobina glicata che è scesa a 5.8, poi mi sono stati tolti anche gli ipoglicemizzanti e ho proseguito con la dieta e l 'esercizio fisico, la glicata è scesa a 5.2 e il c-peptide è rimasto praticamente invariato(2.6).
Se non ho capito male mi trovo nella "luna di miele", volevo sapere nel mio caso quanto può durare questo periodo? Ho letto che la somministrazione di un piccolo quantitativo di insulina può aiutarmi nel prolungare questa fase e a salvaguardare gli organi, ma il mio medico diabetologo mi ha detto che ho le glicemie troppo basse per prendere l'insulina, quindi mi ha sospeso ogni tipo di cura, è giusto?
Non esiste nussuna cura (anche sperimentale) che possa prolungare questa fase?
Vi ringrazio per la cortese attenzione.Risponde il dott. Patrizio Tatti, diabetologo:
Gentile amico
Lei pone delle domande molto interessanti, a cui purtroppo non mi sento di dare una risposta certa.
Attualmente lei si trova nello stato che definiamo luna di miele, cioè una situazione in cui la glicemia viene controllata dalla dieta e dall'esercizio fisico senza bisogno di medicine. Inoltre lei ha una discreta secrezione di insulina residuale (il C-peptide 2.5 dimostra che secerne ancora insulina, anche se poca in rapporto alla glicemia prevalente di 315 mg/dl). In queste condizioni io consiglio comunque di usare insulina con il fine di conservare le cellule pancreatiche quanto più possibile, perché è stato dimostrato che coloro che hanno comunque una secrezione insulinica residuale ottengono un controllo più soddisfacente, e che ci sono consistenti speranze di indurre la rigenerazione delle cellule pancreatiche. Purtroppo però i dati ottimistici a cui alludo, anche se consistenti non sono ancora conclusivi, per cui non mi sento di mettere in discussione la posizione del suo diabetologo. Provi a ridiscutere la situazione.
Cordialmente.
Data ultimo aggiornamento: Mercoledì, 18 Settembre 2002 6:30.00
URL: http://www.progettodiabete.org/expert/2002/e2_01523.html