Domande agli esperti
Perché la ricerca non si focalizza su alcuni importanti risultati
Vi raccomandiamo, prima di procedere nella consultazione, di leggere le avvertenze.
Il 3 Settembre 2002 Guido B. scrive:
Seguo quanto più possibile le notizie che riguardano le nuove scoperte sulle cure per il diabete, in quanto mio figlio è diabetico insulino-dipendente da due anni (ora ne ha quattro).
La domanda è la seguente:
Perchè la ricerca non si focalizza su alcuni importanti risultati, quali ad esempio la possibilità di ricominciare a produrre insulina (vedi l'INGAP, la ricodifica genetica delle cellule del fegato, le cellule staminali)?
Se tutti i gruppi che ora studiano ed utilizzano fondi stanziati su altri indirizzi quali Microinfusori, Nuove insuline, Pancreas artificiali, ecc, ecc, si coordinassero, non otterremmo la cura definitiva, forse in 5 anni, anzichè magari in 20?
Si legge più o meno di una nuova scoperta al giorno ma ognuna va per una strada diversa, perchè?
Vi ringrazio in anticipo della risposta ad un padre molto preoccupato.Risponde Guido Seu, webmaster di Progetto Diabete:
Caro Guido,
la ragione è semplice e complessa al tempo stesso. Noi viviamo in un mondo dove il profitto sembra essere sempre di più l'obiettivo primario. Non solo le aziende farmaceutiche private, i cui interessi per il "vil denaro" sono comprensibili (entro i limiti del comportamento etico, naturalmente), ma anche quegli enti pubblici come gli ospedali, le università, ecc. si stanno trasformando in aziende, con bilanci di cui devono rendere sempre più conto. Questo comporta un interesse maggiore per quelle attività di ricerca che diano risultati il più possibile a breve termine, pena il rischio di rimanere esclusi dal mercato dove la concorrenza è ormai una lotta per la sopravvivenza. Lo dimostrano questa continua emissione di nuovi prodotti diagnostici che, sinceramente, a volte migliorano la qualità della vita del paziente, ma spesso mi appaiono un po' come quei videoregistratori supersofisticati che la gente compra perché hanno una montagna di funzioni, ma poi preme solo il tasto play, rewind ed eject!
Esistono naturalmente anche scoperte importanti, come i nuovi analoghi dell'insulina che da subito danno risposte concrete ai bisogni di salute delle persone con diabete.
In questo panorama, per fortuna, esistono molte eccezioni. Ed è ad esse che noi dobbiamo guardare con speranza, perché, partendo dalla buona volontà della singola persone o del singolo gruppo, riescono a smuovere e a tenere sotto pressione coloro che con vista miope guardano ai 4 anni di mandato e a far quadrare i bilanci in quel periodo.
Mi riferisco per esempio alle ricerche TRIGR (http://www.progettodiabete.org/news/ricerche/trigr.html e http://www.trigr.org/), o ENDIT (http://www.progettodiabete.org/news/ricerche/endit.html), dove gli studiosi si stanno impegnando a raccogliere in prima persona fondi tramite gli enti preposti senza l'appoggio diretto delle case farmaceutiche. In esse, per esempio, la ricerca è indirizzata alla prevenzione che, ancor prima della cura, potrebbe dare una risposta importante al problema diabete nel mondo. Ti dico questo anche se è di pochi minuti fa la notizia dal Congresso Europeo sul Diabete di Budapest che le speranze dello studio ENDIT sono state smentite dai risultati che non erano quelli sperati.
Ma l'impegno deve anche partire da ognuno di noi: all'interno delle associazioni dei pazienti che devono, con la loro vitalità, far crescere la coscienza politica e l'informazione sanitaria; negli ospedali a cui ci rivolgiamo, chiedendo assistenza adeguata ed informata; presso il mondo politico affinché stanzi maggiori risorse per la ricerca e ne controlli le finalità e i risultati nei tempi che essa richiede.
Grazie Guido per avermi dato l'opportunità di dire queste cose alle quali credo con fermezza.
Data ultimo aggiornamento: Martedì, 17 Settembre 2002 6:30.00
URL: http://www.progettodiabete.org/expert/2002/e2_01519.html