Domande agli esperti
Ipoglicemia reattiva e sport
Vi raccomandiamo, prima di procedere nella consultazione, di leggere le avvertenze.
Il 17 Giugno 2002 Patrizia C. scrive:
Ciao Marco! Ti scrivo perchè ho un problema di ipoglicemia reattiva e volevo un parere riguardo alla pratica di sports. La diagnosi è di questo inverno ma la sintomatologia mi insegue da sempre (da ragazzina mi hanno anche sottoposto a terapia con Tegretol supponendo crisi di piccolo male). Un po' per sfida e un po' per passione ho deciso di fare la mia prima maratona (ho 37 anni) e mi stò preparando abbastanza seriamente. Il problema è che mi sono un po' trascurata e la logica conclusione è stato un bello svenimento per strada con successiva crisi acetonica (a casa) e una paura fottuta visto che non riuscivo a mettere niente sotto i denti pur sapendo che era la sola maniera per venirne fuori. Dopo un bagno di sudore di 3 ore sono andata migliorando e tutta la giornata mi sono ingozzata di carboidrati e grassi ma... Devo dire che era molto che non mi capitava ma è davvero molto brutto. Hai consigli da darmi se mi trovo ancora in questa situazione (alla quale so' bene di non dovere mai arrivare)? Peso 58 Kg per 1,67 ma ho una struttura fisica molto tonica e grasso sottocutaneo praticamente assente. Devo dire che ultimamente sono anche ingrassata ma ho paura si tratti solo di aumento muscolare.Del resto eliminando gli zuccheri, o rumino tutto il giorno o è complicato arrivare al regime calorico di una preparazione alla maratona. Mi alleno 5 volte alla settimana mediamente correndo 1 h....... ti prego non dirmi di smettere, vorrei convivere con il problema, non fare la malata !!! Ti ringrazio anticipatamente!!!Risponde il Marco Songini, diabetologo:
Cara Patrizia,
d'accordissimo sul non smettere assolutamente di fare sport e poi ovviamente di non sentirti malata...per una ipoglicemia poi:-)) l'argomento delle sindromi ipoglicemiche reattive è, come forse tu saprai molto meglio di me almeno per l'esperienza personale che ti sei via via fatta nel corso deglia anni che hai così positivamente convissuto con tali manifestazioni, in realtà molto più complessa e difficile da inquadrare (per non dire poi come trattare efficacemente...) rispetto alla 'semplicità' della terminologia. Certo sarebbe meglio che tu fossi inquadrata da un centro specialistico endocrinologico dedicato e al riguardo io ti consiglierei di contattare il Prof. Guido Tamburrano di Roma (Tel. segr. 064453624) oppure affidarti ad un buon nutrizionista. A questo proposito inoltro per quanto di sua competenza la tua lettera anche al prof. Pinelli. Ti saluto ed auguriRisponde il prof. Leonardo Pinelli, diabetologo:
Cara Patrizia,
mi associo al Dr. Songini: non smettere di fare sport. Infatti le crisi ipoclicemiche con acetone, sono molto frequenti in soggetti con masse muscolari ridotte, magari in presenza di un insufficiente apporto di carboidrati, in termini assoluti = pochi o relativi = pochi per quel momento di particolare fabbisogno dell'organismo (vedi forme febbrili etc.)
L'approccio a queste patologie è quindi basato su: 1 aumento della massa muscolare (il muscolo, assieme al fegato, è un importante serbatoio di energia -glucosio -depositata sotto forma di glicogeno: fornisce inoltre gli aminoacidi per costruire energia -glucosio- quando il glicogeno è esaurito; 2 una alimentazione ricca in carboidrati assunta sotto forma di pasti ripetuti; in particolare è importante assume carboidrati la sera in modo da costruire una ottimale riserva di energia -glucosio- per affrontare il digiuno notturno. L'assunzione di carboidrati deve essere aumentata quando i consumi di energia - glucosio - aumentano, malattie intercorrenti o elevata spesa energetica muscolare,in caso di allenamento intenso.
Quindi se è vero che gli zuccheri rapidi, assunti in eccesso, stimolano una risposta insulinica che provoca l'ipoglicemia,è altrettanto vero che i carboidrati a lento assorbimento (cereali, legumi) assunti frazionati durante la giornata, costituscono la migliore difesa contro l'ipoglicemia.
In conclusione continua ad allenarti per aumentare il tuo "serbatoio di energia", e riempilo con carboidrati a lento assorbimento assunti in modo frazionato. In caso di ipoglicemia, ovviamente correggila con zuccheri rapidi
Per un consiglio più specifico non sarebbe male analizzare la tua dieta.
Ti saluto ed auguri
Data ultimo aggiornamento: Lunedì, 26 Agosto 2002 6:30.00
URL: http://www.progettodiabete.org/expert/2002/e2_01503.html