Domande agli esperti
Iperglicemia al mattino nonostante i buoni valori del giorno
Vi raccomandiamo, prima di procedere nella consultazione, di leggere le avvertenze.
Il 12 Luglio 2002 Luciano S. scrive:
Il problema di un mio amico, diabetico di tipo 2, è l'iperglicemia del mattino. Vorrei precisare che è seguito al centro diabetologico del DIMI e che oltre alla dieta assume due compresse al giorno di Metforal, una al mattino e una alla sera. Si tratta di una persona molto attiva, alta 175 cm, peso 76 Kg. La glicemia durante il giorno rimane sempre sotto i 180, e anche la misurazione fatta due ore dopo i pasti in genere è soddisfacente. Non riesco a capire come sia possibile che vada a dormire con una glicemia per esempio di 140 e la mattina successiva dopo circa 8 ore di riposo e quindi di digiuno se la ritrovi 190. L'emoglobina glicosilata è = 8,1. La notte si alza per urinare 2 o 3 volte. Si potrebbe fare qualcosa?Risponde il dott. Patrizio Tatti, diabetologo:
Gentile Sig. Luciano
Il fatto che la glicemia al risveglio sia più alta della sera precedente dipende dal fatto che il nostro fegato è in grado di produrre zucchero e durante la notte lo libera nel sangue. Comunque mi fa molto piacere che lei ponga questa domanda, perchè da la opportunità di chiarire un aspetto non ben conosciuto del diabete tipo 2. In questa malattia esistono due situazioni in cui la glicemia può essere ugualmente elevata, ma le cause sono molto diverse:
a- glicemia nelle ore che seguono il pasto: in questo caso, come è intuitivo, l' aumento della glicemia è legato sopratutto ai carboidrati che ingeriamo. Una volta entrati nel sangue dall' intestino gli zuccheri aumentano la glicemia. Successivamente, per effetto dell' insulina gli zuccheri entrano nelle cellule dove vengono utilizzati per i processi vitali, e nel fegato, dove si crea una piccola scorta di zucchero per i periodi di digiuno. Nel caso di persone che non hanno insulina, o in cui l' insulina non funziona bene, il fegato non solo non capta zucchero, ma addirittura ne forma un po' e lo riversa nel sangue. Quindi sinteticamente possiamo dire che nelle ore post prandiali l' aumento della glicemia dipende per circa un 80% dallo zucchero che abbiamo ingerito e per il restante dal fatto che il fegato non riesce a caricarsi di zucchero od addirittura ne forma
b- glicemia a digiuno: In questo caso lo zucchero non viene dal cibo (siamo a digiuno), ma viene prevalentemenete dal fegato che stà facendo il suo normale lavoro di proteggerci dalla ipoglicemia. In controllo della attività del fegato viene regolato accuratamente dall' insulina (fine tuning). Ovviamente nel caso di persone con diabete in cui o manca insulina, o quella che c' è per ragioni complesse funziona poco, questa azione è esaltata. In effetti bisogna dire che mentre nelle persone non diabetiche il cibo assunto con la cena della sera è stato ampiamente smaltito nei tessuti (sopratutto nel muscolo), in coloro che hanno il diabete e che hanno difficoltà ad utilizzare lo zucchero, è molto probabile che un certo effetto del cibo permanga. In sintesi a digiuno la glicemia nel diabete può essere elevata per un 80-90% per effetto dello zucchero prodotto dal fegato, e per il resto per un effetto di trascinamento della cena della sera precedente.
Una ultima spiegazione per ridurre la confusione che probabilmente le ho provocato: il fegato nelle prime ore della nottata generalmente riversa in circolo lo zucchero che è riuscito a captare (="raccattare") nelle ore successive al pasto, poi nella seconda nottata comincia letteralmente a formarne da altre sostanze
Cordialmente
Data ultimo aggiornamento: Giovedì, 1 Agosto 2002 6:30.00
URL: http://www.progettodiabete.org/expert/2002/e2_01475.html
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