Domande agli esperti
Rischio di diabete tipo 2 per familiarità
Vi raccomandiamo, prima di procedere nella consultazione, di leggere le avvertenze.
Il 19 Giugno 2002 Emanuela T. scrive:
Gentili signori, mio padre e sua madre (mia nonna) avevano il diabete cosiddetto "alimentare", non insulino-dipendente. A mio padre è venuto credo intorno ai 40 anni, con problemi soprattutto di vista. Io ho fatto otto mesi fa analisi generali del sangue (normali). Tuttavia mi riconosco nei sintomi da voi elencati nel sito (bevo molto, minzione frequente, candida vaginale cronica, stanchezza ...). E' possibile che sia in atto qualche processo legato al diabete? Sono comunque a rischio per l'esposizione al diabete presente nella mia famiglia? Cosa posso fare eventualmente per stare tranquilla?Risponde il dott. Paolo Ciampalini, diabetologo:
Gentile Sig.ra Emanuela,
l'unico dato che può mettere in relazione la sua sintomatologia attuale al diabete è la presenza di un'alterazione dei livelli della glicemia. Dato che sono passati otto mesi circa dagli ultimi accertamenti, ripeta la glicemia, ma se risultasse normale la causa dei suoi disturbi va ovviamente ricercata altrove.
In considerazione della familiarità per diabete è comunque esposta al rischio della malattia, ma per quantificarlo, è necessario effettuare un carico orale di glucosio, che le permetterà di evidenziare precocemente eventuali alterazioni della tolleranza glicidica.
Per sua tranquillità e per un'opera di prevenzione del diabete tipo 2 può ripetere periodicamente (ad esempio ogni 1 o 2 anni) il carico orale di glucosio ed attuare uno stile di vita equilibrato e regolare (evitare eccesso ponderale, praticare attività fisica, alimentazione regolare, evitare il fumo). Tutto ciò non garantirà in assoluto di non farle venire il diabete, ma sicuramente ne ritarderà l'eventuale comparsa.
I più cordiali saluti
Data ultimo aggiornamento: Venerdì, 12 Luglio 2002 6:30.00
URL: http://www.progettodiabete.org/expert/2002/e2_01459.html
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