Domande agli esperti
Assistenza dalle maestre e dalla scuola a un bambino diabetico
Vi raccomandiamo, prima di procedere nella consultazione, di leggere le avvertenze.
Il 12 Giugno 2002 Claudio F. scrive:
Mio figlio di 3 anni e mezzo, ha il diabete da circa 1anno e mezzo, la sua terapia prevede due iniezioni di insulina (rapida+lenta), una al mattino ed una alla sera. Da circa sei mesi frequenta l'asilo, e dato che il personale scolastico non ci dà molto affidamento, mia moglie si reca a scuola quotidianamente per controllare nostro figlio. Recentemente, in occasione di una recita scolastica, io e mia moglie abbiamo trovato nostro figlio in lacrime ed in evidente stato ipoglicemico (40 mg/dl), tanto che abbiamo dovuto portarlo a casa , facendogli così perdere la recita a cui teneva tanto. Le insegnanti, dopo che le avevo rimproverate per l'accaduto e sensibilizzate sul rischio che le persone col diabete corrono in questi casi, si sono giustificate dicendo che non hanno mezzi per verificare queste situazioni e che i sintomi tipici delle crisi ipoglicemiche, sono spesso confondibili con i capricci che a volte bambini; inoltre hanno asserito che non possono, per legge, effettuare alcun controllo con il reflettometro sul valore della glicemia e che quindi siamo noi genitori a doverci recare a scuola con maggior frequenza.
In questa situazione non possiamo fidarci a far partecipare nostro figlio a gite e visite che spesso vengono organizzate. Questo non mi sembra giusto e quindi volevo chiederle fino a che punto possiamo pretendere assistenza dalle maestre e comunque dalla scuola. È vero che non possono effettuare alcun tipo di controllo? È possibile chiedere qualche forma di assistenza sanitaria a scuola?
In caso si verifichino, durante le lezioni, episodi gravi per la salute di nostro figlio fino a che punto è responsabile il personale scolastico?Risponde il dott. Carlo Pisano, avvocato:
La questione dell'assistenza a scuola dei bambini diabetici e delle funzioni in materia del personale scolastico rappresenta un grosso problema.
In linea generale bisogna rilevare che il personale scolastico a cui il bambino viene affidato, soprattutto se come nel caso in questione si tratta di un bambino piuttosto piccolo, è responsabile dello stesso. Se poi come nel caso di specie, i genitori hanno fatto presente, come è logico, che il bambino è diabetico e dunque può andare incontro a crisi ipoglicemiche, la vigilanza da parte del personale deve essere ancora maggiore.
Né ritengo possa accamparsi come scusa la "confondibilità" (peraltro discutibile) dei sintomi dell'ipoglicemia con i capricci, giacché nel dubbio, e ancor di più per esserci stato precedentemente un avviso da parte i genitori, è comunque indispensabile tutelare la salute del bambino.
Per quanto riguarda l'uso del reflettometro, la sentenza 3.11.2001 n. 39087 della Corte di Cassazione ha chiarito che l'uso degli apparecchi per autodiagnostica rapida non è riservata a figure professionalmente qualificate (biologi) in quanto l'operatore non può in alcun modo interferire con la formazione della diagnosi.
C'è comunque da dire che, in genere, gli operatori scolastici non hanno alcuna formazione in merito, salvo che abbiano provveduto personalmente, e d'altronde non c'è dubbio che la misurazione della glicemia, comportando comunque la possibilità di entrare in contatto con il sangue, richieda particolari cautele a garanzia sia dell'operatore che del bambino.
Bisogna anche osservare che frequentare la scuola materna è un diritto per i bambini, diritto che non può essere limitato per motivi di salute, e ciò è in linea con quanto previsto dall'art. 8 della legge 115/87 in base al quale "la malattia diabetica priva di complicanze invalidanti non costituisce motivo ostativo al rilascio del certificato di idoneità fisica per l'iscrizione alle scuole di ogni ordine e grado".
Data ultimo aggiornamento: Lunedì, 1 Luglio 2002 6:30.00
URL: http://www.progettodiabete.org/expert/2002/e2_01433.html
|
|
|
