Domande agli esperti
Trapianti di pancreas e di rene-pancreas
Vi raccomandiamo, prima di procedere nella consultazione, di leggere le avvertenze.
Il 17 maggio 2002 Camilla P. scrive:
Sono una trapiantata di rene-pancreas. Solo per caso ho scoperto la possibilità di ricorrere al trapianto di organi Il mio diabetologo di fiducia mi aveva non solo sconsigliato perfino di fare una valutazione ma mi aveva addirittura aggredito verbalmente e minacciato di non curarmi più se avessi intrapreso tale strada. Per questo motivo ho rimandato il mio progetto e il risultato è stato che stavo quasi per morire. Per fortuna ho fatto in tempo a fare il trapianto (fra l'altro nell'ottimo centro del prof Mosca a Pisa) so che il trapianto non è indicato per tutti ma vorrei sapere perché non c'è informazione circa la possibilità di fare sia il trapianto combinato rene-pancreas che quello isolato di pancreas cosa si conosce ad oggi del futuro dei trapiantati? GrazieRisponde il dott. Federico Bertuzzi, esperto in trapianti:
Cara Camilla,
occorre fare innanzitutto una distinzione tra il trapianto combinato di pancreas-rene e quello di pancreas singolo.
Il trapianto combinato rene-pancreas viene comunemente proposto (dove possibile e quando la disponibilità di organi lo consente) al paziente diabetico con una insufficienza renale terminale. Il trapianto combinato è un intervento più impegnativo del trapianto di solo rene (con un tasso di complicanze maggiori), ma nel lungo termine molteplici sono i suoi effetti positivi aumenta la sopravvivenza del paziente, rallenta la progressione delle complicanze diabetiche (nefropatia sul rene trapiantato, neuropatia), migliora la qualità di vita (indipendenza dalla insulina). I dati sulla sopravvivenza d'organo parlano poi di più del 70% degli organi funzionanti a 10 anni dal trapianto (e questa percentuale sta progressivamente aumentando).
L'aggiunta del trapianto di isole o di pancreas in questi pazienti non comporta un sostanziale cambiamento della terapia immunosoppressiva, resa necessaria dal trapianto di rene e non incrementa la incidenza dei suoi effetti collaterali.
Diversa è la questione del trapianto di solo pancreas (o di isole) anche se eseguito in buoni centri con un'alta percentuale di successo, attualmente la sua indicazione è ristretta ad un numero limitatissimo di casi. Questo limite è dovuto al fatto che non si ritiene giustificato sottoporre il paziente ai rischi di una terapia immunosoppressiva per raggiungere la ottimizzazione del compenso glicemico. Esistono infatti altri rimedi (nuovi analoghi di insulina, microinfusori..) che sono in grado di migliorare i profili glicemici dei pazienti senza sottoporli ai rischi della immunosoppressione.
Solo in caso di fallimento di tutte queste strategie, di fronte ad un diabete gravemente scompensato caratterizzato da chetoacidosi e ipoglicemie (talvolta inavvertite) si può discutere con il paziente di trapianto.
Data ultimo aggiornamento: Mercoledì, 12 Giugno 2002 6:30.00
URL: http://www.progettodiabete.org/expert/2002/e2_01411.html
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