Domande agli esperti
Da un mesetto gli ipoglicemizzanti orali danno pochi risultati
Vi raccomandiamo, prima di procedere nella consultazione, di leggere le avvertenze.
Il 29 maggio 2002 Pietro A. scrive:
Ho 64 anni. Nel 1979 e 1982 ho subito due interventi chirurgici per applicazione by-pass (3) aorto coronarici ad Houston (Dr, Cooley). Le mie condizioni sono ottimali: rispetto sia la terapia che i controlli periodici. Premetto sono allergico ai sulfamidici. Da due anni circa è venuto fuori il diabete tipo 2 che sono riuscito a controllare con una compressa da 1 mg. di "Novonorm" a pranzo e a cena. Purtroppo da un mesetto sono costretto ad assumerne 2 sia a pranzo che a cena con risultati poco edificanti. La mattina i valori si attestano fra 115 e 140, mentre due ore dopo pranzo e cena oscillano fra 210 e 250 per poi abbassarsi successivamente. Ho ricavato una media giornaliera di 130/160. La glicata recentissima è 9. Mi auguro di essere stato esauriente e cortesemente Vi chiedo di consigliarmi per ottenere tassi glicemici più vicini alla norma: digiuno 80/110 - post prandiali (entro le due ore) inferiore a 140. In attesa di Vostre cortesi notizie, vogliate gradire i miei più cordiali saluti.Risponde il dott. Patrizio Tatti, diabetologo:
Caro Sig. A.
Non posso ovviamente indicarle una terapia precisa senza conoscerla, per cui mi limiterò ad alcune considerazioni generali. La scelta di una terapia per il diabete tipo 2 dipende da molte considerazioni, tra cui il peso corporeo, la presumibile capacità di produrre insulina, la assunzione di altre medicine (ad esempio gli anticoagulanti orali), l'età anagrafica, l'età biologica, la tollerabilità individuale ai farmaci, la disponibilità a seguire una dieta, e così via. In linea generale, ed ovviamente tenendo conto di tutte le limitazioni che ho detto, io uso come farmaco di prima scelta la "metformina" che potrebbe correggere la insulino-resistenza, ovvero la particolare difficoltà di utilizzare l'insulina prodotta dal pancreas che caratterizza molti casi di diabete mellito tipo 2, sopratutto nelle persone obese.
Una seconda osservazione è che il suo valore di emoglobina glicosilata è assolutamente inaccettabile, ancor più se si tiene conto che lei ha già avuto dei danni cardiaci gravi. In questo caso la emoglobina glicosilata dovrebbe assolutamente essere inferiore a 7.2 % (più è vicina a 6.5% meglio è).
Il fatto che il Novonorm non le assicuri più risultati soddisfacenti potrebbe dipendere da più cause. Io le elencherò le più frequenti: a-variazione delle abitudini alimentari, b-minore attività fisica, c-malattie intercorrenti (ad esempio le infezioni dentali, od urinarie), d-uso di farmaci iperglicemizzanti (più noto è il cortisone) e-la evoluzione naturale della malattia che porta ad una progressiva perdita della capacità di secernere insulina.
Comunque sia, prenda contatto con un diabetologo esperto e tenga comunque presente che la priorità assoluta è portare la emoglobina glicosilata a valori normali.
Data ultimo aggiornamento: Mercoledì, 12 Giugno 2002 6:30.00
URL: http://www.progettodiabete.org/expert/2002/e2_01409.html
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