Domande agli esperti Vi raccomandiamo, prima di procedere nella consultazione, di leggere le avvertenze.
Il 20 marzo 2002 Francesco V. scrive:
Vorrei sapere quali sono i requisiti per mettersi in lista per il trapianto di Pancreas. 27 anni, uso già le insuline di ultima generazione con scarsi effetti... (Lantus e Novorapid) non voglio usare il microinfusore...complicanze in stadio iniziale, retinopatia background, inizio di neuropatia periferica. Diabete molto scompensato, qualità della vita molto bassa, depressione grave... bastano o bisogna arrivare alla dialisi?
Ringrazio anticipatamente per la risposta...Risposta del dott. Federico Bertuzzi, esperto in trapianti:
Caro Francesco,
da queste poche righe mi sembra di capire che il tuo diabete sia di difficile controllo nonostante gli sforzi fatti da te sotto la supervisione del diabetologo.
Per i pazienti come te, con un difficile controllo della malattia, con una progressione inevitabile verso le complicanze diabetiche, con una scarsa qualità di vita, recentemente alcuni centri ospedalieri hanno posto indicazione al trapianto di solo pancreas o sole isole, cioè senza un simultaneo trapianto di rene. Sottoporre un paziente diabetico ad un trapianto per ripristinargli la secrezione endogena di insulina è una scelta molto difficile per un diabetologo per evitare infatti i danni di una malattia non controllata (il diabete), si sottopone il paziente ai rischi che una terapia immunosoppressiva (necessaria per evitare il rigetto dell'organo trapiantato) comporta. Per questo esiste una stretta selezione dei possibili riceventi.
È necessario comunque che tu sappia che, una volta incluso nella lista dei riceventi, l'attesa del trapianto può essere molto lunga e soprattutto che ti viene assolutamente richiesto di superare il tuo stato di depressione.
Fare un trapianto implica infatti il rischio di complicanze durante l'intervento, la possibilità del fallimento della procedura, la necessità di attenti controlli periodici nel follow up, il rischio delle complicanze a lungo termine della terapia immunosoppressiva......tutte difficoltà che il paziente deve essere in grado di superare anche da punto di vista psicologico.
Il trapianto di pancreas attualmente garantisce una maggior percentuale di successo, ma è un intervento chirurgico pesante con possibili complicanze.
Il trapianto di isole è piu' semplice, in anestesia locale, ma ha una percentuale di successo inferiore e di minor durata del trapianto di pancreas.Risposta della dott.ssa Alessandra Aronica, psicologa:
Caro Francesco, mi permetto di aggiungere alcune riflessoni di tipo psicologico alla risopsta del dottor Bertuzzi.
Alcune volte un diabete instabile può dipendere da alcune problematiche psicologiche non risolte, ad esempio: negazione della "malattia"; incapacità di adattarvisi, per quanto possibile; mancanza di fiducia in sé stessi; scarsa autostima; cattivo vissuto corporeo. Queste problematiche potrebbero risolversi con un percorso psicoterapeutico eventualmente integrato da terapia farmacologica, e di conseguenza l'equilibrio glicemico, potrebbe migliorare. Ti invito pertanto a considerare seriamente questa possibilità, a consultare sia un o una psicoterapeuta, sia uno psichiatra che valuti se, nel tuo caso, sia necessario un supporto farmacologico.
Mi farebbe molto piacere, se vuoi, sapere come si è evoluta la tua situazione.
Data ultimo aggiornamento: Venerdì, 3 Aprile 2002 6:30.00
URL: http://www.progettodiabete.org/expert/2002/e2_01329.html
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