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Il 9 gennaio 2002 Matteo D. scrive:
Ho letto l'articolo pubblicato in questo sito sulle scoperte per combattere il diabete fatte dal dr. Shapiro, volevo sapere se era già possibile effettuare questi tipi di trapianti e se possibile dove?
Non mi sto informando per me ma per una persona che conosco ed ha il diabete.
grazie per l'attenzione.Risponde il dott. Federico Bertuzzi, diabetologo:
Il trapianto a cui si riferisce è quello di isole pancreatiche effettuato nel 2000 da un gruppo canadese diretto dal dott. Shapiro.
Diversi sono stati i cambiamenti che il gruppo canadese ha apportato alla procedura di isolamento e trapianto tradizionale già operativa presso altri centri, il piu' importante dei quali è stato sicuramente l’introduzione di una nuova strategia immunosoppressiva. Questa terapia, che evita l’uso di steroidi e ciclosporina (due farmaci ritenuti diabetogeni) è risultata essere in grado di prevenire non solo il rigetto, ma anche la riattivazione della risposta autoimmune che talvolta si verifica nei trapiantati di isole.
L’alta percentuale di successo ottenuto in una prima serie di 7 pazienti (oggi sono 24 i pazienti trapiantati dai canadesi) e l’introduzione di una terapia immunosoppressiva meno aggressiva di quelle usate fino ad ora, hanno permesso di allargare l’indicazione all’allotrapianto di isole anche a pazienti diabetici non già in trattamento immunosoppressivo per un precedente trapianto, come si era fino ad ora fatto. Alcune limitazioni tuttavia persistono, dovute ai rischi della terapia immunosoppressiva. I candidati al trapianto di isole secondo i nuovi protocolli di trapianto sono perciò pazienti con:
1) un controllo insoddisfacente della malattia, responsabile per esempio di episodi ipoglicemici, o chetoacidosici gravi o che richiedano l’intervento di esterni,
2) con complicanze diabetiche rapidamente progressive nonostante un ottimale controllo metabolico.
Fattori importanti di esclusione sono
- malattie cardiologiche,
- iperlipidemia (LDL>130mg/dl, per un presunto effetto iperlipemizzante della rapamicina),
- nefropatia diabetica (creatinina clearance <60mL/min/m2 -macroalbuminuria, per un presunto effetto nefrotossico del tacrolimus),
- età >65, <18, meno di 5 anni di malattia diabetica.
In Italia sono due finora i centri che hanno cominciato un programma per riprodurre i dati ottenuti dai canadesi L'Istituto Scientifico S. Raffaele di Milano e l'Ospedale Cisanello di Pisa.
Data ultimo aggiornamento: Lunedì, 28 Gennaio 2002 6:30.00
URL: http://www.progettodiabete.org/expert/2002/e2_01243.html
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