Domande agli esperti

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Il 14 dicembre 2001 Candida Z. scrive:
Mio marito è diabetico dall'età di quattro anni e mezzo, sortogli, sembra, a seguito di una parotite anche se non esistono esami ematoclinici che possano dimostrare che il diabete fosse preesistente o conseguente a questa (i suoi genitori si accorsero della sua malattia in quanto il bambino cominciò a soffrire di enuresi notturna un anno dopo la malattia). Attualmente ha quarantadue anni e la sua malattia gli ha comportato una sola ma dolorosa complicanza la retinopatia diabetica che lo ha lasciato pressoché completamente privo della vista. Il padre di mio marito è invece affetto da diabete di tipo II insulinodipendente (e anche nel suo caso la complicanza più dolorosa è stata la retinopatia nonché la neuropatia). Uno zio paterno di mio marito è morto a causa di un diabete di tipo II fortemente scompensato. Anche la nonna materna di mio marito presenta il diabete di tipo II, pur non avendo avuto, fino a questo momento, nessuna complicanza (età 82 anni). Ora dal nostro matrimonio è nato un bambino che adesso ha quasi tre anni e che ho già sottoposto più di una volta ad esami del sangue che fortunatamente sono stati negativi. I medici mi hanno comunque più volte rassicurato, asserendo che non ci sono rischi particolari per mio figlio. Anche mio marito sostiene che non c'è nessuna correlazione ereditaria tra la sua malattia (diabete di tipo I) e quella del padre, dello zio o della nonna (diabete di tipo II). Io infatti vi chiedo proprio questo nel caso di mio marito è possibile che la componente ereditaria sia da escludere? Inoltre che percentuale di rischio corre mio figlio di sviluppare il diabete giovanile? Esistono degli esami che lo possano prevedere?
Inoltre volevo sapere se l'alimentazione può contribuire a far insorgere un diabete di tipo I nei soggetti predisposti, cioè il cioccolato consumato da un bambino di età inferiore ai tre-quattro anni, il latte vaccino somministrato al di sotto dell'anno di età, o alimenti eccessivamente ricchi di zuccheri o grassi consumati abitualmente dai bambini in tenera età possono causare dei danni in tal senso?
L'ultima domanda che poi Vi pongo è la seguente il fatto che mio figlio abbia la dermatite atopica, segno che è intollerante ad alcune sostanze anche se gli esami allergologici hanno dato esito negativo, tranne che per l'albume d'uovo (pur riscontrando la sua insorgenza anche con il pomodoro, gli agrumi ed ultimamente pure con il latte vaccino che certe volte gli provoca il vomito) può essere un indizio allarmante o non esistono studi che dimostrino una correlazione tra essa e il diabete?
Sperando di ottenere una risposta alle mie domande, Vi saluto cordialmente.

Risponde il dott. Patrizio Tatti, diabetologo:
Cara Candida
Cercherò di risponderLe nell' ordine in cui pone le sue importanti domande
1- Nel caso di mio marito è possibile che la componente ereditaria sia da escludere?
Purtroppo no. La componente ereditaria esiste sia per il diabete 1 che per il due, ma mentre per il tipo 2 la probabilità che il diabete si manifesti nella progenie è maggiore, nel tipo 1 è relativamente minore. Nel caso di suo marito è comunque necessario fare alcune considerazioni. Mentre la comparsa di diabete insulino trattato in suo marito a 4 anni di età indica con certezza che si tratta di un tipo 1, anche qualche altro dei parenti, ad esempio suo suocero, potrebbe avere il tipo 1. Comunque, in assenza di altre informazioni, supponendo che nella famiglia di suo marito coesistano il diabete 1 e 2 devo dire che un figlio potrebbe ereditare la propensione ad entrambi, visto che entrambi hanno una base ereditaria
2- Che percentuale di rischio corre mio figlio di sviluppare il diabete giovanile?
Il rischio relativo del bimbo è intorno al 6%
3- Esistono degli esami che lo possano prevedere?
Si, quelli che si possono effettuare presso molte strutture diabetologiche sono l'aplotipo HLA, gli anticorpi antiinsula, gli anticorpi antinsulina, gli anti GAD
4- Volevo sapere se l'alimentazione può contribuire a far insorgere un diabete di tipo I nei soggetti predisposti, cioè il cioccolato consumato da un bambino di età inferiore ai tre-quattro anni, il latte vaccino somministrato al di sotto dell'anno di età, o alimenti eccessivamente ricchi di zuccheri o grassi consumati abitualmente dai bambini in tenera età possono causare dei danni in tal senso?
Tutte queste osservazioni sono ancora preliminari e non confermate. E' in corso un importante studio internazionale sul ruolo del latte vaccino. Comunque al momento non ci sono prove sufficienti per consigliare qualunque variazione della alimentazione a scopo profilattico
5- Il fatto che mio figlio abbia la dermatite atopica, segno che è intollerante ad alcune sostanze anche se gli esami allergologici hanno dato esito negativo, tranne che per l'albume d'uovo (pur riscontrando la sua insorgenza anche con il pomodoro, gli agrumi ed ultimamente pure con il latte vaccino che certe volte gli provoca il vomito) può essere un indizio allarmante o non esistono studi che dimostrino una correlazione tra essa e il diabete?
La risposta è no, non esiste a mia conoscenza alcun dato per interpretare una dermatite atopica come segno precoce del diabete.


Data ultimo aggiornamento: Mercoledì, 16 Gennaio 2002 6:30.00
URL: http://www.progettodiabete.org/expert/2002/e2_01229.html

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