Domande agli esperti

Vi raccomandiamo, prima di procedere nella consultazione, di leggere le avvertenze.


Il 7 Febbraio 2001 Liliana B. scrive:
Gradirei, se possibile, ricevere informazioni riguardo al farmaco Glimepiride se adatto per una donna di 67 anni ammalata di diabete mellito da 32 anni (diabete contratto in gravidanza) e se questo farmaco può eventualmente sostituire l'insulina.
Ringraziandovi anticipatamente, colgo l'occasione per distintamente salutarvi.

Risponde il prof. Salvatore Verga, diabetologo:
La Glimepiride è una sulfanilurea di cosiddetta terza generazione, recentemente immessa nel mercato italiano per il trattaento del diabete mellito di tipo 2 e quindi "non insulino dipendente". Basta questa definizione per comprendere che il trattamento con glimepiride non può in alcun modo sostituirsi ad eventuali trattamenti insulinici. Il farmaco glimepiride stimola le cellule pancreatiche (beta cellule) a produrre insulina ed è noto che questa possibilità esiste solo nei pazienti non insulino dipendenti. Va però sottolineato che dopo anni di diabete, molti pazienti non-insulino dipendenti si trasformano di fatto in insulino dipendenti e necessitano del trattamento insulinico non essendo più rispondenti a farmaci che stimolano la residua capacità del pancreas a secernere insulina. Si ha la cosiddetta insufficienza secondaria pancreatica. In altri termini né la glimepiride né altro farmaco ipoglicemizzante orale di questa categoria (sulfanilurea) può sostituire il trattamento insulinico una volta che le cellule pancreatiche (beta cellule insulari) hanno perduto la capacità di secernere insulina.


Data ultimo aggiornamento: Giovedì, 1 Marzo 2001 6:30.00
URL: http://www.progettodiabete.org/expert/2001/e2_880.html

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