Domande agli esperti

Vi raccomandiamo, prima di procedere nella consultazione, di leggere le avvertenze.


Il 21 Dicembre 2000 Leonardo Z. scrive:
Egregi dottori,
mi chiamo Leonardo e ho 37 anni.
Ho avuto mia nonna materna e due suoi figli, ovvero miei zii, tutti e tre con il diabete mellito senile scoperto a 40 anni.
Ho anche avuto il nonno paterno con il diabete senile.
Dal 10 al 19 ottobre di quest'anno sono stato ricoverato all'ospedale di Vimercate (MI) dove mi è stato diagnosticato il diabete mellito "verosimilmente di tipo 1" di primo riscontro.
Sulla mia lettera di dimissioni è scritto che "Il paziente giungeva alla nostra osservazione per poliuria e polidipsia, associate a calo ponderale.
Gli esami ematochimici mostravano una glicemia di 621 mg/dl, una Hb glicata del 13,3 %, una fruttosamina = 704 MMOL/L, un C-Peptide di 0,7/ NG/MG.
Nella norma sono risultati Rx torace, ECO addome e visita oculistica per fundus oculi".
Recentemente ho avuto anche gli esiti dei seguenti tre esami degli anticorpi

Durante la settimana di ricovero ospedaliero mi hanno ridotto velocemente le dosi di insulina a 6 unità di Humolin R prima di colazione, 8 prima di pranzo, 5 prima di cena e 5 di Humolin I prima di dormire.
Uscito dall'ospedale ho continuato con queste dosi per dodici giorni, ma poi mi sono deciso a ridurle poiché registravo frequenti ipoglicemie sia postprandiali che notturne. Così tra il 30 ottobre e il 13 novembre sono progressivamente venuto calando le dosi, fino a giungere il 14 novembre alla sospensione totale di insulina (ma probabilmente avrei potuto sospedere molto prima).
Ho letto nelle FAQ che voi consigliate di non sospendere completamente l'insulina per preservare le cellule beta, ma io con l'insulina dopo 2 ore dal pranzo avevo valori intorno al 60 o 70, con conseguenti "rimbalzi" nella seconda parte del pomeriggio.
Da quando ho sospeso completamente l'insulina invece tali oscillazioni sono cessate.
Il 30 novembre, cioè dopo 16 giorni di sospensione totale dell'insulina, ho rifatto gli anticorpi anti GAD con esito 0,90; contemporaneamente ho fatto anche i seuenti tre esami alla tiroide

  1. anticorpi anti tireoperossidasi 11
  2. anticorpi anti tireoglobulina (AbTg) 2
  3. anticorpi anti recettore del THS 3,9

Dopo il 30 novembre ho continuato la sospensione totale dell'insulina fino ad oggi (durante questi 38 giorni non ho mai fatto nemmeno un'unità) poiché la media dei miei valori glicemici mattutini a digiuno è 105, con scarse oscillazioni (solo tre volte ho superato il 110, un volta ho registrato un 91); prima di pranzo sono sui 90; due ore dopo il pranzo sonotra i 101 e 120, rarissimamente supero i 130; prima di cena viaggio intorno ai 94 e due ore dopo cena ho una media di 105 circa.
Per completare il mio quadro, La informo che non ho fatto il test con il glucagone e specialmente mi sembra importante aggiungere che nelle tre settimane precedenti l'esordio del diabete, poiché stavo preparandomi all'esame orale di un concorso per me assai importante, oltre a essere assai stressato (anche per un cane del vicino che non mi permetteva di studiare tranquillamente), per "tirarmi su" o forse anche perché mi sentivo debole ho incominciato a mangiare dolci e cibi ipercalorici (uova sbattute zuccherate, nocciole, panna montata, banane, vino ai pasti ecc. ecc) contrariamente alle mie abitudini alimentari. Infatti era da circa dodici anni che seguivo spontaneamente un'alimentazione che oggi scopro essere grossomodo quella prescritta ai diabetici niente dolci, tanta verdura e pasta e riso integrali.
Per quanto riguarda infine il mio peso corporeo, fino a sei anni fa pesavo come ora cioè 63 kg; successivamente essendomi sposato (presumo che sia questo il motivo...!) sono aumentato e ho avuto un po' di oscillazioni, giungendo anche a toccare la punta massima di 78 kg.Comunque tre-quattro mesi prima di entrare in ospedale pesavo circa 68 kg; il calo era forse anche dovuto al fatto che questa estate, in agosto, ho fatto Bergamo-Imperia in bicicletta (in due giorni), ho nuotato e fatto davvero molto sport (contrariamente al solito conduco una vita piuttosto sedentaria). Secondo voi io ho sicuramente il diabete di tipo 1 con relativa "luna di miele" o remissione totale, o potrei avere anche un Mody o qualche altra cosa? Non potrebbe rispondermi in termini di probabilità in percentuale?
Vi ringrazio sinceramente per l'attenzione e per le Vostre esaustive risposte alle FAQ sul sito "Progetto diabete".

Risponde il prof. Salvatore Verga, diabetologo:
Recenti evidenze di aggregazione familiare tra le due forme cliniche di diabete classicamente intese e codificate (diabete tipo 1 insulino-dipendente e diabete tipo 2) hanno suggerito che il diabete costituisce una complessa e variegata sindrome che riconosce nell'iperglicemia la sua principale connotazione biochimica, con molteplici interconnessioni cliniche tra diabete tipo 1 e diabete tipo 2. In questa ottica trovano ampia collocazione le forme cliniche di MODY (diabete che insorge in età giovanile con peculiarità cliniche che ricordano il diabete dell'adulto) e di LADA (forma clinica di diabete dell'adulto a lenta evoluzione verso l'insulino-dipendenza).
È verosimile che nel suo caso specifico possa trattarsi di una forma clinica di diabete da processo insulitico parcellare (in pratica un processo infiammatorio che ha interessato soltanto alcune cellule pancreatiche deputate alla produzione di insulina e senza peraltro escludere una componente genetica nella risposta immunitaria all'insulto infiammatorio) e che, una volta spento il processo infiammatorio, sia stata mantenuta una capacità residua secretoria delle cellule beta tale da consentire valori glicemici accettabili. E' altresì verosimile che la terapia insulinica precocemente instaurata, mettendo "a riposo" l'organo pancreatico, abbia limitato il danno d'organo e quindi favorito il ripristino di una buona funzionalità pancreatica. Non è possibile precisare per quanto tempo tale condizione potrà essere mantenuta in assenza di trattamento insulinico; è oggi ben codificato che convenga somministrare una modesta dose di insulina esogena, per esempio ricorrendo ad insuline ad azione proluugata da somministrare una sola volta al giorno. Inoltre, ai fini diagnostici e prognostici, risulta utile una periodica rivalutazione (annuale) della capacità secretoria pancreatica mediante dosaggio del C peptide (uriario su campione delle 24 ore o plasmatico dopo stimolazione dinamica con glucagone) nonché una rivalutazione dello studio immunologico (anticorpi antiGAD; anti ICA etc..)


Data ultimo aggiornamento: Martedì, 16 Gennaio 2001 6:30.00
URL: http://www.progettodiabete.org/expert/2001/e2_814.html

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