Domande agli esperti

Vi raccomandiamo, prima di procedere nella consultazione, di leggere le avvertenze.


Il 3 Gennaio 2001 Sergio C. scrive:
Sono un appassionato ed assiduo lettore di Progetto Diabete; nella sezione "domande agli esperti", ho letto recentemente una Sua risposta riguardante il Piede di Charcot.
Tra le molte notizie interessanti, ho appreso inoltre, che si stranno sperimentando i disosfonati per trattare questa grave complicanza.
Mi piacerebbe avere ulteriori informazioni su tale trattamento e cioe'

  1. quali farmaci in particolare si stanno sperimentando?
  2. a che punto dello studio si e' giunti?
  3. questi farmaci sono studiati anche in Italia?

Grazie e complimenti per il Vostro prezioso aiuto.

Risponde il dott. Fabio Baccetti, medico chirurgo:
Per prima cosa la volevo ringraziare a nome di tutti i componenti della redazione del sito “Progetto Diabete” per i complimenti che ci fa. Ma veniamo al suo quesito come ho scritto nella precedente risposta le principali manifestazioni cliniche del Piede di Charcot sono dovute alla demineralizzazione dell’osso e alla sua quindi relativa fragilità. Per tale motivo siccome l’estrema demineralizzazione ossea è anche una conseguenza dell’osteoporosi e che i difosfonati sono farmaci che sono stati utili nell’arrestare o almeno rallentare la demineralizzazione ossea di utilizzarli anche nella patologia di Charcot. A mia conoscenza in letteratura ad oggi non sono presenti studi ma solo il riassunto (abstract) di una comunicazione orale al Congresso annuale dell’Associazione Americana di Diabetologia (ADA) dello scorso Giugno effettuata dal gruppo inglese di Manchester del prof. Boulton. I risultati sono certo incoraggianti ma ancora è prematuro affermare se tale terapia sia efficace o no nel Piede di Charcot. In questo caso è stato usato il palindronato. Nel centro dove lavoro, in base a questi risultati di questo e di un nostro studio dove abbiamo dimostrato la presenza di marcatori di demineralizzazione ossea nel piede di Charcot, abbiamo sperimentato la terapia con difosfonati in due pazienti con Piede di Charcot. Abbiamo usato il clodronato per via endovenosa per 5gg e i risultati sono stati molto buoni e promettenti solo che devo ripetere ancora una volta che sono risultati non solo preliminari ma non ancora attendibili e significativi dato lo scarsissimo numero di pazienti trattati. Ad oggi le uniche terapie sperimentate ed efficaci nel Piede di Charcot sono l’immobilizzazione con gambaletto gessato nelle fasi acute e le ortesi su calco con scarpe ortopediche su misura che blocchino l’articolazione tibio-tarsica, quella mediamente più interessata, per impedire la formazione d’ulcere o fratture patologiche. Vanno inoltre osservate alcune regole igienico-sanitarie come l’ispezione e cura quotidiana del piede, evitare la prolungata attività fisica con scarpe non adatte, buon controllo metabolico.
Spero di essere stato esauriente e in ogni caso sono sempre a sua disposizione per ulteriori chiarimenti, Cordiali Saluti


Data ultimo aggiornamento: Martedì, 16 Gennaio 2001 6:30.00
URL: http://www.progettodiabete.org/expert/2001/e2_810.html

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