Domande agli esperti Vi raccomandiamo, prima di procedere nella consultazione, di leggere le avvertenze.
Il 26 Novembre 2001 Romano R. scrive:
Da una recente news ho preso conoscenza che le cellule staminali possono produrre insulina ma occorre anche l'uso perpetuo di immunosoppresssori. Qualche mese or sono in un ospedale austriaco ad un paziente infartuato fu "riparato" il cuore con cellule staminali recuperate dallo stesso.Perché non usare lo stesso procedimento anche per le isole prelevando le cellule staminali dai pazienti medesimi evitando così il ricorso agli immunosoppressori? Grazie e distinti salutiRisponde il dott. Federico Bertuzzi, esperto in trapianti:
Caro Romano,
l'impiego delle cellule staminali da adulto per la cura del diabete mellito è effettivamente una delle strategie perseguite da alcuni ricercatori.
Diversamente però dalla notizia da te riportata, per ora nessuno, per la cura del diabete mellito, parla di cellule staminali autologhe, provenienti cioè dal paziente malato, ma di cellule staminali eterologhe, prese cioè da un donatore di organi.
E' stato infatti dimostrato che dal pancreas di un soggetto adulto possono essere estratte le cellule duttali e che queste, poste in particolari condizioni di coltura, possano differenziare in cellule beta e ricostituire una specie di isola pancreatica, l'unità funzionale deputata a produrre insulina e a secernerla in maniera controllata. La possibilità di ottenere in laboratorio la formazione di nuove isole a partire dai loro precursori dovrebbe incrementare il numero di isole disponibili da destinarsi al trapianto, ovviando in parte al problema della scarsità di organi, da cui ricordo è già possibile estrarre comunque le isole già differenziate.
E' chiaro che l'eventuale trapianto di queste isole ottenute in laboratorio richiede comunque un trattamento immunosoppressivo.
Attualmente invece nessuno ha tentato di recuperare le cellule staminali delle beta cellule dal paziente malato per diversi motivi 1) è possibile infatti che il processo autoimmune che ha portato all'insorgenza della malattia abbia danneggiato anche il processo di rigenerazione di beta cellule a partire dalle cellule duttali; 2) rimarrebbe inoltre attivo il processo autoimmune nei cofronti delle nuove beta cellule che potrebbero riformarsi; 3) non sono facilmente accessibili nè studiabili le cellule duttali in un paziente, essendo localizzate all'interno del pancreas.
Spero di essere stato chiaro, essendo questo un argomento complesso.
Data ultimo aggiornamento: Lunedì, 10 Dicembre 2001 6:30.00
URL: http://www.progettodiabete.org/expert/2001/e2_1197.html
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