Domande agli esperti

Vi raccomandiamo, prima di procedere nella consultazione, di leggere le avvertenze.


Il 5 Novembre 2001 Fausta L. scrive:
Gentili dottori,
sono diabetica insulinodipendente da un anno, ed ho sempre, fin dai primi mesi, avuto problemi nel controllare le glicemie prima di cena.
Il mio schema insulinico è di solito il seguente
ore 9 colazione, 6u Novorapid
ore 14 pranzo, 10u Novorapid
ore 20 cena, 6u Novorapid
ore 23 8u Protaphane
Mentre la glicemia prima di pranzo va bene (110 in media), prima di cena è un disastro, quasi sempre attorno ai 300 (la glicemia a due ore dal pranzo e' attorno ai 150), nonostante io non faccia alcuno spuntino durante il pomeriggio.
Ho provato, su consiglio del mio diabetologo, a ritornare all’Actrapid a pranzo, ma le cose migliorano solo parzialmente (250 anziché 300…).
Poiché tra pranzo e cena vi sono solo 6 ore di intervallo, il diabetologo non ritiene che sia un problema di mancanza di copertura basale, da correggere con una eventuale iniezione supplementare di lenta al mattino o a pranzo.
Gli unici giorni in cui riesco ad arrivare a cena con valori buoni sono i giorni in cui sono fuori di casa e mangio un panino al volo (4u anziché 10), di conseguenza ho pensato che potrebbe trattarsi di un problema di difficoltà e lentezza di digestione (solitamente a pranzo mangio un piatto di pasta e un panino), che in effetti a volte riscontro, soprattutto nei giorni in cui sono molto nervosa. Ma allora, perché questo non succede anche la mattina?
Il mio diabetologo mi ha parlato di possibile difficoltà di digestione pancreatica, e mi ha consigliato di assumere ad ogni pasto il farmaco Pancreax. Io però non sono molto propensa a prendere alcun tipo di medicinale, e tanto meno questo, che mi sembra molto forte.
A volte ho provato a fare, un po’ alla cieca, due unità di Novorapid verso le 17, arrivando così bene prima di cena, ma mi sembra una terapia un po' azzardata, anche perché il 150 che ho alle 17, se nell’80% delle volte si trasforma in un 250 alle 20, nel restante 20% dei casi resta stabile o scende a 130 circa (in questo caso, le due unità aggiuntive mi manderebbero in ipoglicemia!).
Anche dopo la cena ho riscontrato una grande variabilità mentre due ore dopo i valori sono buoni (130 in media), verso l’1 di notte la glicemia può essere a 250, così come a 100. In questo caso, però, le rispettive probabilità sono circa del 50% (perché a cena mangio meno carboidrati,e dunque più spesso riesco a digerire meglio?).
Vorrei capire se è veramente possibile che il tutto sia dovuto alle mie difficoltà digestive, o se è invece semplicemente un fabbisogno di copertura basale per tutto il giorno (in questo caso, a che ora sarebbe meglio fare la seconda iniezione di lenta, al mattino o a pranzo?).
Ho anche un leggero ipotiroidismo (FT3 e FT4 molto bassi, ma nella norma, e TSH a 6,7, ma è in discesa rispetto ai più alti valori di qualche mese fa), per il quale ancora non sto assumendo alcun farmaco; può essere una cosa importante?
Vi ringrazio per l'attenzione, cordiali saluti.

Risponde il dott. Paolo Ciampalini, diabetologo:
Gentile Sig. ra Fausta,
in effetti alcuni pazienti hanno come lei il problema di una scarsa copertura pomeridiana da parte degli analoghi rapidi, in quanto questi hanno una durata d'azione leggermente inferiore rispetto all'azione dell'insulina pronta.
Tuttavia, se ha notato che con un pasto frugale le cose vanno decisamente meglio (anche se riduce molto la dose), può tentare un lieve incremento della dose a pranzo, ed inserire comunque uno spuntino (magari solo un frutto) durante il pomeriggio.
In linea di massima un più radicale cambiamento dello schema insulinico andrebbe riservato a quei casi in cui le oscillazioni della glicemia comportassero un peggioramento dell'emoglobina glicosilata.
Per quanto riguarda i problemi digestivi, se questi sono spesso correlati al nervosismo, li imputerei più ad alterazioni del tipo gastrite/colite piuttosto che ad un'insufficienza del pancreas esocrino (peraltro documentabile con esami specifici).
Può tuttavia provare ad assumere tranquillamente il farmaco consigliatole, dato che si tratta di enzimi digestivi e non le comporterebbe alcun effetto collaterale se non quello di non risolvere il quadro clinico, anche se sarebbe forse più opportuna una valutazione gastroenterologica più mirata prima di scegliere eventuali farmaci, vista anche la giusta convinzione di assumere solo quelli necessari.
Nessun dubbio, invece che un ipotiroidismo, anche se blando deve essere corretto. Va infatti ricordato che, oltre all'equilibrio generale, gli ormoni tiroidei influiscono sulla sensibilità insulinica (potrebbero essere concausa di alcune delle sue fluttuazioni glicemiche), ma ancor più sulla motilità e transito intestinali, per cui potrebbe migliorare il suo quadro "digestivo".
I più cordiali saluti


Data ultimo aggiornamento: Lunedì, 10 Dicembre 2001 6:30.00
URL: http://www.progettodiabete.org/expert/2001/e2_1196.html

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