Domande agli esperti

Vi raccomandiamo, prima di procedere nella consultazione, di leggere le avvertenze.


Il 10 Novembre 2001 Giulia L. scrive:
Salve,
il mio fidanzato ha 31 anni ed è diabetico insulino-dipendente da quando aveva 6 anni. I primi anni andava tutto bene, seguiva una dieta, faceva i controlli necessari, ma poi, durante l'adolescenza, si è manifestato il suo rifiuto della malattia e la convinzione di essere inferiore agli altri. Questa fase purtroppo non è mai stata superata e lui ha cominciato a trascurarsi, tanto che negli ultimi anni sono comparse varie complicanze retinopatia, nefropatia, neuropatia, ipertensione. Fa tre iniezioni al giorno di Actrapid, prima dei pasti (10 unità a colazione, 15 a pranzo, 10 a cena) e un'iniezione di Protophane (20 unità) prima di andare a dormire, e, a meno che non abbia un'iperglicemia, non adegua mai le dosi alla glicemia, perché non la misura mai. Prende il Triatec Hct dopo colazione, e una compressa di Aspirina 03 dopo cena (gliel'hanno prescritta in seguito ad una pericardite virale, nel 1998).
Poco più di un mese fa ha avuto improvvisamente una diminuzione di sensibilità al lato destro del volto, al braccio e alla mano destra. Al pronto soccorso gli hanno fatto una T.A.C.(risultata negativa), gli hanno misurato la pressione e la glicemia. Hanno detto che si trattava di una "parestesia", e gli hanno prescritto una visita da un neurologo.
Allo studio neurologico gli hanno fatto l'elettroencefalogramma e l'elettromiografia agli arti inferiori. Il neurologo è rimasto perplesso....non ha dato una diagnosi specifica, a parte la grave neuropatia demielinizzante che risultava dall'elettromiografia. Gli ha prescritto delle iniezioni di "Nicetile", ma dopo due settimane non c'è stato nessun cambiamento. Siamo tornati dal neurologo che ha prescritto al mio ragazzo un altro farmaco, il "Dromos", ma neanche questo ha migliorato la situazione. Ora sta prendendo un'altra medicina, "Nicetile" e compresse di vitamina B6 ("Benadon"), ma continua ad avere questa mancanza di sensibilità al lato destro del viso e al braccio e alla mano destra. Nel frattempo l'ho convinto a rivolgersi ad un centro diabetologico (erano anni che non ci andava), soprattutto grazie alla disponibilità di una dottoressa del centro diabetologico dell'Ospedale Bambin Gesù, a Roma. Ci siamo andati una settimana fa, il mio ragazzo è stato in day hospital.
La prossima settimana dovremo tornare al centro diabetologico per vedere i risultati delle analisi del sangue e delle urine, per la visita dal neurologo e per parlare nuovamente con il diabetologo. Intanto sarebbe necessario stabilizzare la glicemia, visto che a volte la mattina è un po' alta (intorno a 300). Ha aumentato di 2 unità l'insulina della notte, e sembra che vada un po' meglio, ma si rifiuta di misurare la glicemia più volte al giorno, a meno che non si senta in iper o ipoglicemia.
Chiedo scusa se mi sono dilungata troppo, ma volevo descrivervi la situazione nel modo più chiaro possibile. Ci sarebbero anche tanti problemi psicologici da affrontare, ma io da sola non so come fare....Sto con lui da quasi due anni, ci amiamo moltissimo e abbiamo intenzione di sposarci, eppure tutto questo non basta a fargli affrontare le cose in maniera diversa. I primi tempi cercavo di convincerlo a cambiare atteggiamento con le prediche, i rimproveri, facendo trasparire la mia preoccupazione, ma non serviva a niente anzi, lo facevo innervosire e basta. Mi ha detto che devo aver fiducia in lui, che da piccolo è stato rimproverato troppe volte quando "trasgrediva" e quindi ora non tollera altre prediche. Ora sto cercando di non mostrargli la mia ansia, di dargli coraggio con tutta la dolcezza e la tranquillità di cui sono capace, ma in questi ultimi tempi sembra tutto inutile. Continua a pensare di essere inferiore agli altri, si è sempre vergognato di dire che è diabetico.
È un periodo veramente difficile, e spero che i medici non ci diano solo brutte notizie, ma per lui sarebbe già un sollievo sapere che il problema della parestesia si può risolvere, ed è per questo che chiedo il Vostro parere. Sul Vostro utilissimo sito ho potuto trovare tante informazioni utili e scoprire che è possibile affrontare il diabete con serenità e coraggio, e vorrei tanto riuscire a trasmettere questa speranza anche al mio ragazzo, ma per il momento mi rendo conto che è più urgente risolvere, per quanto possibile, i problemi di tipo fisico, e in seguito spero di trovare qualcuno che ci segua anche dal punto di vista psicologico.
Vi ringrazio anticipatamente per un'eventuale risposta, per un consiglio, e anche semplicemente per avermi dato la possibilità di parlarne. Il mio ragazzo non ha mai voluto cercare su internet informazioni sul diabete e non conosce nessun altro diabetico. Sul Vostro sito ho letto le lettere di tante persone, e mi piacerebbe entrare in contatto con qualcuno che mi dia un incoraggiamento, per far capire al mio ragazzo che non è solo. Grazie.
Giulia L.

Risponde il dott. Fabio Baccetti, medico chirurgo:
Cara Giulia cerchiamo di affrontare i problemi uno per volta. Riguardo alla parestesia la prima cosa che mi viene in mente è che più che un problema di Neuropatia Diabetica periferica, comunque presente come evidenziato dall'Elettromiografia, sia un problema che riguarda il Sistema Nervoso Centrale perché la parestesia è presente su tutto il lato destro e che cioè il suo fidanzato, anche se giovane abbia avuto un episodio ischemico che ha interessato una parte di Cervello. Come dicevo il suo fidanzato è giovane per questo tipo di patologia ma è diabetico scompensato da vari anni, è iperteso e con tutte le complicanze microvascolari in atto. Fra l'altro non mi meraviglia nemmeno che la TAC fatta in acuto non abbia svelato niente, non abbia evidenziato nessun'area ischemica perché di solito si evidenziano dopo qualche tempo; forse una Risonanza Magnetica avrebbe detto di più anche se è probabile che l'area ischemica non sia stata messa in evidenza perché troppo piccola. In ogni caso così da lontano le posso solo consigliare di seguire i consigli e le prescrizioni della dottoressa del centro cui vi siete rivolti a Roma.
Riguardo invece al problema psicologico di rifiuto della malattia sappia che tutti i pazienti diabetici insulino-dipendenti passano una fase di rifiuto della malattia e che l'aiuto di una persona esperta nell'affrontare questo tipo di problema potrebbe certamente giovare. Certo è che di solito il paziente che rifiuta la malattia manifesta anche resistenze ad affrontare il problema con uno specialista. Certo è capitata nel posto giusto perché nella redazione del sito di progetto Diabete c'è ad esempio una valente psicologa come la dr.ssa Aronica che le potrebbe dare delle indicazioni sicuramente più precise e particolareggiate delle mie; anzi probabilmente vorrà aggiungere qualcosa in appendice a questa risposta. Vorrei in ogni caso chiudere con un consiglio o se non altro con il cominciare a familiarizzare con questo concetto trapianto. Il suo fidanzato è giovane, ha glicemie poco controllate e soprattutto tutte le complicanze della malattia diabetica già presenti ed è perciò il candidato ideale, se non vi dovessero essere altre controindicazioni e il paziente sia d'accordo e consapevole dei rischi e dei benefici di tale procedura, al trapianto combinato di rene-pancreas. Provate a parlarne fra di voi intanto e poi con la diabetologa di Roma e in caso volesse altre risposte o consigli su quest'argomento ci riscriva pure; fra l'altro nella redazione di Progetto Diabete esistono colleghi che si occupano di quest'argomento e che hanno sicuramente la capacità e l'esperienza per rispondere a qualunque dubbio o quesito lei voglia porre.
Spero di esserle stato utile e le ricordo che sono sempre a sua disposizione per ulteriori chiarimenti,
Cordiali Saluti


Data ultimo aggiornamento: Venerdì, 30 Novembre 2001 6:30.00
URL: http://www.progettodiabete.org/expert/2001/e2_1169.html

Pag. < Home Pag. >
[Indice] [Il nostro sito] [Il diabete] [Associazioni] [Servizi] [Leggi] [Community] [Notizie] [Pubblicazioni] [Passatempo] [Altri siti] [Cerca] [Lettere]


Hosted by Publinet