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Il 23 Agosto 2001 Lucia R. scrive:
Egr.Prof., Le scrivo perché ho mia figlia, di anni 26, affetta da diabete mellito dall'età di 20 anni. Il diabete ha aggravato una situazione di salute resa già precaria da una forma di epilessia insorta all'età di cinque anni a cui si sono aggiunti nel corso degli anni problemi di sviluppo mentale. Per motivi di ordine psicologico non rispetta la dieta e ha sempre dei valori altissimi di glicemia c'è qualche speranza che in futuro si possano trapiantare le insulae di Langherans e si possano così ripristinare le normali funzioni del pancreas?
La ringrazio anticipatamente per la risposta che vorrà fornirmi e distintamente La saluto.Risponde il dott. Federico Bertuzzi, esperto in isolamento e trapianto delle isole pancreatiche:
Cara signora,
tra le indicazioni al trapianto di isole è stato recentemente inserito il diabete mellito instabile, intendendo con questo termine quella situazione in cui non si riesce ad ottenere un buon compenso metabolico nonostante una stretta adesione del paziente alle indicazioni terapeutiche del diabetologo (alti valori di emoglobina glicosilata, ipoglicemie frequenti....). Questi pazienti sono a rischio di sviluppare più rapidamente le complicanze croniche della malattia diabetica ad essi si propone pertanto il trapianto di isole che riuscendo, secondo gli ultimi protocolli, ad ottimizzare il controllo metabolico, dovrebbe rallentare la progressione delle complicanze.
Per questi pazienti si considerano accettabili i rischi associati alla terapia immunosoppressiva richiesta dal trapianto.
Criterio importante per l'inclusione nelle liste di attesa è la collaborazione e la completa adesione del paziente ai protocolli terapeutici sia prima che dopo il trapianto infatti il paziente deve rigorosamente rispettare le indicazioni del medico riguardo, per esempio, all'assunzione dei farmaci immunosoppressori o all'esecuzione degli accertamenti clinici.
Allo stato attuale quindi non penso possa essere proposto a sua figlia un trapianto di isole, venendo meno, da quanto mi ha detto, la collaborazione con la paziente.
Ciò non toglie che nei prossimi anni, con l'avvento di nuove strategie di trattamento anti rigetto, si decida di allargare le indicazioni al trapianto, includendo anche pazienti con problemi psicologici.
A disposizione per eventuali altri chiarimenti
La saluto
Data ultimo aggiornamento: Venerdì, 16 Novembre 2001 6:30.00
URL: http://www.progettodiabete.org/expert/2001/e2_1157.html
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