Domande agli esperti Vi raccomandiamo, prima di procedere nella consultazione, di leggere le avvertenze.
Il 18 settembre 2001 Laura Z. scrive:
Salve, mia nipote ha due anni e ha il diabete mellito.
Ho sentito che ad Insbruck si effettuano trapianti per guarire. Mi sa dare qualche informazioni in più?
Ci sono altre soluzioni per guarire? Come sono le prospettive? La ringrazio fin d'ora.Risponde il dott. Federico Bertuzzi, esperto in trapianti:
Cara Laura,
effettivamente ad Insbruck abbiamo fatto alcuni trapianti di isole pancreatiche come frutto di una collaborazione tra noi (Istituto Scientifico S. Raffaele) e l'universita di Insbruck.
Da questo anno dovrebbero essere diventati autonomi, in grado cioè di isolare e trapiantare le isole in Austria. Questo estate hanno infatti eseguito il primo trapianto autonomamente anche se ancora, ci diceva il collega austriaco, hanno alcuni problemi organizzativi e tecnici che sono sicuro risolveranno presto.
Questo per dirti che in realtà il trattamento di cui tu parli può essere benissimo fatto in Italia, dove il nostro Istituto (il S. Raffaele di Milano appunto) e l'Università di Pisa hanno più esperienza del centro austriaco.
Il problema invece non è dove, ma se c'è indicazione a trattare una bimba di due anni con un trapianto di isole.
Per ora la risposta è sicuramente no.
Non è infatti giustificato sottoporre a terapia immunosoppressiva, che con le conoscenze attuali deve essere somministrata per tutta la vita e che è gravata da una serie di effetti collaterali, una bimba di due anni, le cui glicemie possono essere ben controllate da un bravo diabetologo.
Sono comunque iniziati studi su nuovi trattamenti immunosoppressivi meno tossici e addirittura sulla possibiltà di trattamenti temporanei che inducano cioè tolleranza al trapianto e che pertanto possano essere sospesi dopo un primo periodo di trattamento. È chiaro che allora, in questo caso, l'indicazione al trapianto potrebbe essere allargata anche ai bambini.
Altre linee di ricerca riguardano l'incapsulazione di isole con membrane che le preservino dall'attacco della risposta immunitaria del ricevente (che pertanto non verrebbe trattato con immunosoppressione) e la terapia genica, ma la cui applicazione clinica è ancora difficilmente prevedibile nel breve periodo.
Data ultimo aggiornamento: Martedì, 2 Ottobre 2001 6:30.00
URL: http://www.progettodiabete.org/expert/2001/e2_1100.html
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