Domande agli esperti

Vi raccomandiamo, prima di procedere nella consultazione, di leggere le avvertenze.


Il 31 Luglio 2001 Francesco scrive:
Un buongiorno e un grazie per le parole che ci consentono di vivere più serenamente. Il mio è un problema che si è presentato in seguito alla mia prima crisi ipoglicemica.
Sono insulinodipendente dal 1997 e ho 44 anni, le unità di insulina che assumo sono 2+3+3 actrapid e 4 protafane, la mia emoglobina glicosilata ha una media che ha variato in questi anni da 5 a 6.2.
Il problema è che ultimamente ho avuto delle crisi quasi quotidiane ed ogni volta mi faccio prendere dal panico. Ma il vero problema sta dentro la mia testa che probabilmente non riesce ancora ad accettare la malattia, infatti ogni tanto ho delle crisi di ansia e a volte degli attacchi di panico. Premetto che in passato circa 15 anni fa ho sofferto di crisi ansioso depressive che però ho risolto nel tempo. Ora vivo con l'ansia di avere una crisi da un momento all'altro e a volte capita che i sintomi della crisi in realtà non abbiano niente a che fare con il diabete. A volte dopo pranzo mi sento le gambe molli e il respiro corto le mani che tremano nonostante la glicemia sia a posto e non faccio altro che controllare con le striscie il mio stato glicemico. Non so più cosa fare per liberarmi della bestia vorrei vivere con più tranquillità la mia patologia e soprattutto superare con meno ansia le crisi future senza essere ogni volta convinto che non potrò controllarla. e soprattutto non essere assillato dalla comparsa delle complicanze. Vorrei riprendere la mia vita normale, fare le mie passeggiate in bicicletta e le uscite in canoa come un tempo.
Vorrei tanto dei consigli, grazie e un caro saluto.

Risponde la dott.ssa Alessandra Aronica, psicologa:
Caro signore, innanzitutto complimenti per la sua glicosilata! Il fatto che sia così bassa potrebbe anche essere una spia di frequenti ipoglicemie, come del resto lei afferma sulla sua mail.
Da quello che scrive mi sembra di capire che l'insorgenza del diabete ha accentuato un suo precednte problema di ansia e depressione. Dalla letteratura scientifica risulta che è possibile che lo sterss, causato dall'insorgenza del diabete, slatentizzi o acuisca percedenti problemi psicologici.
Probabilmente in lei si è instaurato il seguente circolo vizioso paura per le complicenze del diabete > ansia > dosi troppo elevate di insulina > crisi ipoglicemiche > ansia ulteriore > attacchi di panico.
Il mio consiglio è quello di rivolgersi a una/uno psicologa/psicologo che l'aiutino a superare le sue difficoltà pscicologiche. Il Training Autogeno, associato a una psicoterapia a breve termine, mi sembra il percorso per lei più indicato. Poiché per gli attacchi di panico la pscioterapia deve essere inizialmente abbinata a una farmacoterapia, dovrebbe rivolgersi anche a uno psichiatra che le prescriva una cura farmacologica a base di SSRI, un tipo di farmaci indicatissimi per gli attacchi di panico. (Se lo psichiatra le prescrivesse delle benzodiazepine lo scarti, perché tali psicofarmaci sono controindicati per gli attacchi di panico).
So che a Roma, presso l'ospedale Nuovo Regina Margherita, ASL Roma II, c'è un centro per la diagnosi e la cura degli attacchi di panico dove è possibile effettuare, pagando il tiket, dei test psicologici, una visita psichiatrica ed, eventualmente, un percorso psicoterapeutico.
Le faccio tanti auguri sperando di esserle stata utile; mi farebbe piacere, se lo vuole, sapere come si è evoluta la sua situazione.


Data ultimo aggiornamento: Venerdì, 10 Agosto 2001 6:30.00
URL: http://www.progettodiabete.org/expert/2001/e2_1051.html

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