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Il 1 Dicembre 2000 Francesca C. scrive:
Ho 36 anni, da circa 10 sono stata operata di duodenocefalopancreasctomia, con affodamento del wirsung, con pseudocisti e calcificazioni (basta), ora da circa 2 anni, ho nuovamente forti dolori, per cui mi sono sottoposta (ad agosto scorso) a due interventi per cercare, visto che i farmaci non facevano alcun effetto, di abbassare il dolore, inserendo nel midollo all'altezza della vertebra C3- C4 - C5 (mi sembra) dei microchips ed un modulatore ad impulsi. Ora il mio peggior nemico è diventato il diabete! Fin quì poco male, il guaio comincia sempre quando cerco di curarmi chiedendo consiglio ai maggiori centri diabetologici della mia città. Sembra che nessuno riesca a trovarmi una terapia idonea, per cui mi cambiano spesso tipi di insulina... e comunque non risolvendo, sembra che io sia anche ipersensibile all'insulina, perché le mie isole pancreatiche continuano, anche se poco ad avere reazioni. I mie valori si aggirano da 34 a 400 di glicemia. Attualmente (da 3 settimane) la mia terapia è la seguente: mattino 4un. novorapid 4 a pranzo e 4 a cena ed infine 4un di protaphane novolet la sera prima di dormire. Nonostante questo le mie glicemie sono sempre molto sballate a 2 ore dal pranzo intorno ai 300, e la sera, a 2 ore dal pasto intorno ai 350, l'unica buona notizia è che la mattina sono sempre su valori di 85 89. Qualcuno gentilmente può consigliarmi qualcosa di meglio? O semplicemente un parere. In attesa di una Vostra risposta, sentitamente ringrazio.Risponde il dott. Patrizio Tatti, diabetologo:
Cara
comprendo il suo stato di frustrazione, e penso di poterle dare alcuni consigli utili. Lei certamente si rende conto che adattare una terapia richiede impegno da parte del medico e della persona che ha il diabete. Inoltre è indispensabile che sia lei a decidere le variazioni della terapia che sono di volta in volta necessarie in rapporto alle diverse situazioni in cui si trova, ad esempio variazioni della dieta, della attività fisica, lo stress fisico ed emotivo a cui viene esposta, la terapia non diabetologica, e così via.
Ciò premesso, penso che per raggiungere un buon equilibrio nel suo caso siano indispensabili almeno due condizioni:
deve trovare un Centro Antidiabetico che abbia disponibilità di tempo e personale per seguirla e che le faccia un corso di educazione sanitaria ben articolato per consentirle di autogestirsi con sicurezza
da parte sua è necessaria molta fiducia nella struttura che la segue, e molta disponibilità di tempo per apprendere come vanno interpretati i valori glicemici che trova, come bisogna agire di conseguenza, come bisogna mangiare, e così via
Comunque, se proprio non riuscisse a risolvere il suo problema è possibile, su consiglio del diabetologo, ricorrere ad un infusore, strumento che eroga insulina in continuazione e che riesce a stabilizzare anche i casi più complessi. Peraltro l'uso dell'infusore richiede da parte sua ancora più impegno e conoscenza della malattia di quanto sia necessario con la attuale terapia.
Cordialmente, Dr. Patrizio Tatti
Data ultimo aggiornamento: Venerdì, 15 Dicembre 2000 6:30.00
URL: http://www.progettodiabete.org/expert/2000/e2_795.html
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