Domande agli esperti

Vi raccomandiamo, prima di procedere nella consultazione, di leggere le avvertenze.


Il 23 Novembre 2000 Giusy A. scrive:
Sono la mammma di un bambino di 9 anni diabetico di tipo 1 da un anno.
Mio figlio segue uno schema di 4 iniezioni 3 di Humalog prima dei pasti ed una di Bioinsulin prima di coricarsi, per un totale di 10 unità. Il suo peso corporeo è di 34Kg.
Ho notato che nell'ultimo periodo il fabbisogno insulinico di mio figlio è in una fase in cui, se aumento di mezza unità la dose di Humalog risulta eccessiva, se la diminuisco è insufficiente. Non ho esempi di altri casi di bambini per cui non so se ciò è normale, il mio medico si dice molto contento del suo andamento. Quello che poi ho notato è che mentre sino a qualche tempo fa il massimo effetto della dose insulinica lo raggiungeva in coincidenza con il picco di effetto della Humalog cioè ad un'ora, oggi è come se questo effetto perdurasse anche dopo più di due ore dalla iniezione (di 2,5 o 3 unità). Ad esempio una sera dopo 1 ora e 30' dalla cena (cena sempre con le stesse quantità e varietà di cibi) aveva una glicemia di 83 dopo altri 20' ha un valore di 45.
La domanda è: questo calo è attribuibile all'effetto della sua produzione endogena residua, che chiaramente ancora c'è? Come posso fare per evitargli delle ipoglicemie che io non riesco a rilevare? Ad esempio se la glicemia a due ore dal pasto è 122 avendo somministrato 3 unità di Humalog prima del pranzo e poi prima di cena trovo un valore di 382 è sicuro un rimbalzo? È normale che ad un anno non si sia stabilizzato con le dosi?
Avete un esempio di schema di riferimento praticato da un suo coetaneo?
Grazie mille

Risponde il dott. Paolo Ciampalini, diabetologo:
Gent.le Sig.ra Giusy, le condizioni che lei osserva possono in effetti essere attribuite ai vari fattori che lei stessa accenna:

  1. il basso fabbisogno insulinico (0.29 U/kg/die), è attribuibile ad una fase di remissione parziale della malattia. In fasi come queste i profili glicemici sono condizionati sicuramente anche dalla riserva pancreatica ancora presente.

  2. su un totale di 10 U/die, la variazione di mezza unità costituisce comunque una variazione dello schema del 5% del totale, ed è quindi normale che possa influenzare in modo significativo l'andamento della glicemia post-prandiale.
    In questi casi, l'indicazione che si può dare è quella di non aumentare la dose insulinica, dato che le glicemie che lei rileva nella fase post-prandiale sono generalmente basse (vedi sia 83 che 122 mg/dl).

  3. la rapidità di azione di un analogo quale quello da lei utilizzato può in parte condizionare l'andamento del profilo. Anche se non vi sono stati grossi cambiamenti nell'alimentazione e/o nelle abitudini di suo figlio, i valori di glicemia molto alti prima dei pasti successivi possono anche essere dati anche dalla più breve durata di azione dell'analogo rispetto all'insulina pronta. Per risolvere tale problema, oltre ad una lieve riduzione della dose, può somministrare l'analogo subito dopo il pasto, in modo da modificare il profilo d'azione nella fase post-prandiale. In linea di massima queste sono le lievi modifiche che possono essere effettuate, sempre sotto il consiglio del collega che segue suo figlio.

Per quanto riguarda lo schema di riferimento, quello da lei adottato è in pratica già il migliore e le piccole variazioni nella dose e nelle modalità di somministrazione dipendono dalla variabilità individuale.
I più cordiali saluti


Data ultimo aggiornamento: Venerdì, 15 Dicembre 2000 6:30.00
URL: http://www.progettodiabete.org/expert/2000/e2_793.html

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