Domande agli esperti

Vi raccomandiamo, prima di procedere nella consultazione, di leggere le avvertenze.


Il 30 Novembre 2000 Giuseppina F. scrive:
Sono una 70enne che da circa 30 anni è affetta da diabete insulinodipendente, sino al passaggio all'attuale insulina dosata a 100 unità, sono stata nel passato abbastanza bene, anche se i controlli non sono stati mai cosi frequenti come ora.
Mi rivolgo a voi perché non riesco più a mantenere quel minimo di benessere con cui sono vissuta sino al passaggio all'attuale insulina. Queste le unità che uso la mattina da 5 a 7 a seconda della glicemia, pranzo da 8 a 10 a seconda della glicemia, cena da 9 a 10 e alle 24 5 u di lenta. La mia dieta è di 50 gr di pane a colazione, a pranzo 50 gr di pasta + 1 pera + verdure, cena 50gr di pane + 150 di proteine + 1 frutto, vi sarei enormemente grata se poteste darmi qualche indicazione o suggerimento poiché tutto il giorno è un continuo susseguirsi di crisi ipo o iperglicemiche immotivate. Distinti saluti

Risponde il dott. Marco Songini, diabetologo:
Gentile Signora,
effettivamente il passaggio ad una nuova preparazione (solo in termini di concentrazione) insulinica può determinare delle variazioni nel controllo metabolico (si verificò anche anni fa in occasione del passaggio alle insuline umane) che comunque si risolvono con opportuni aggiustamenti della terapia insulinica basati sull'automontoraggio e sulla conoscenza dei principi dell'autogestione. Pur senza entrare nel merito specifico della sua terapia le cui eventuali modificazioni sono di esclusiva competenza del suo diabetologo, a me pare che la copertura notturna di lenta sia apparentemente insufficiente e forse un primo passo sarebbe quello di iniziare a controllare bene la glicemia la notte ed al risveglio 'costruendo' poi di lì una posologia di regolare ai pasti.
Applica poi correttamente le norme sulla rotazione della zone di iniezione evitando di praticarsi l'insulina per esempio sulle coscie? Pratica la lenta solo sui glutei? La pronta solo sulle braccia o in addome? Come vede solo il suo diabetologo di persona può aiutarla a gestire la sua malattia in maniera corretta. Ricordi che non esiste diabete instabile ma solo pazienti e medici instabili. Auguri


Data ultimo aggiornamento: Venerdì, 15 Dicembre 2000 6:30.00
URL: http://www.progettodiabete.org/expert/2000/e2_791.html

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