Domande agli esperti Vi raccomandiamo, prima di procedere nella consultazione, di leggere le avvertenze.
Il 20 Novembre 2000 Francesco M. scrive:
Sono di nuovo qui a scrivere per avere in qualche modo un consiglio e un conforto.
Da diversi mesi ho ripreso a praticare l'iniezione delle 23.00 (6U intermedia), ma ultimamente mi sveglio con valori intorno ai 130 che sono simili a quelli che riscontravo prima di riprendere la notturna. È una cosa preoccupante? Può dipendere da fattori esterni come stress o sogni particolarmente agitati?
Inoltre mi capita ultimamente di accusare malesseri come stanchezza, agitazione e paura di avere qualche cosa di indefinibile che secondo me rappresenta in qualche modo l'inizio di una piccola sindrome ipocondriaca in quanto i miei valori di emoglobina glicosilata si attestano intorno a 5.8, e questo in realtà è il problema che più mi condiziona la vita. Spero che con il tempo questo passi.
Vi ringrazio ancora una volta di averci messo a disposizione il vostro sito e vi saluto cordialmente.Risponde la dott.ssa Alessandra Aronica, psicologa:
Caro Francesco,
Mi sembra che il suo problema più importante - mi corregga se sbaglio - sia quello dell'ansia.
Da quanto lei scrive e dai risultati delle analisi del sangue risulta che il suo equilibrio metabolico è ottimo, ma nonostante questo lei si sente preoccupato per qualcosa che non riesce a percepire a livello cosciente.
A differenza della paura, che è un sentimento legato a una situazione, un oggetto o una persona che realmente ci minacciano, e che è utile perché ci prepara ad agire per risolvere la situazione pericolosa, l'ansia è un sentimento che non è utile all'essere umano, in quanto può provocare difficoltà nella vita di tutti i giorni, nei rapporti con gli altri, e può alla lunga portare anche a degli scompensi a livello del sistema vegetativo, immunitario o endocrino.
Io non so quale sia il livello di ansia che lei prova, lei è il miglior giudice di se stesso.
Se questa ansia e questa preoccupazione non fondata su dati oggettivi dovesse renderle difficile apprezzare la sua vita di tutti i giorni, le consiglierei di rivolgersi a uno psicologo o a uno psicoterapeuta con cui lei potrebbe lavorare e scoprire le origini di tale sentimento e quindi poterlo fare diminuire fino a eliminarlo, in modo da ritrovare il benessere psicofisico.
Mi farebbe piacere sapere come si è evoluta la sua situazione.
Data ultimo aggiornamento: Mercoledì, 6 Dicembre 2000 6:30.00
URL: http://www.progettodiabete.org/expert/2000/e2_786.html
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