Domande agli esperti Vi raccomandiamo, prima di procedere nella consultazione, di leggere le avvertenze.
Il 13 Novembre 2000 Emanuele Q. scrive:
Buon giorno Dott. Songini, le ho scritto per un problema su mia moglie avvenuto in ottobre del 99. Si è ammalata improvvisamente di pancreatite acuta facendosi 20 giorni di ospedale. I sintomi via via con il passare dei giorni sono passati tranne la glicemia che è rimasta invariata per quasi una mesata (raramente scendeva sotto i 350). La causa principale della pancreatite non sono riusciti a trovarla e si sono giustificati dicendo che probabilmente era geneticamente diabetica dalla nascita (cose assurde, non ha avuto mai problemi di glicemia alta neanche i genitori, nessuno ne ha mai sofferto). Ora che è passato un anno (11-11-00). Ancora combattiamo questa forma di diabete (con valori che variano da 85 a 170). Le analisi le abbiamo fatte tutte o quasi e non si è verificato niente di preoccupante. L'unica cosa che mi preoccupa è mia moglie che si dispera per questo diabete dicendomi che non guarirà più. Cosa mi può dire Dott. Songini? Probabile che le rimarrà il diabete? La prego mi scriva una risposta, (abbiamo tutti e due 30 anni e non sappiamo a chi santo rivolgersi). A proposito le dosi dell'insulina sono due al giorno di 10 unità ognuna. La ringrazio vivamente. A risentirci.Risponde il dott. Marco Songini, diabetologo:
Caro Emanuele,
sua moglie è chiaramente affetta da una forma di diabete mellito secondario (Classificazione e diagnosi del diabete e Definizione di diabete secondario) alla pancreatite che ha leso in maniera irreversibile una grossa quota delle isole pancreatiche ove viene prodotta l'insulina con conseguente deficit importante dell'ormone e diabete. Purtroppo la terapia insulinica è inderogabile e sicuramente dovrà continuarla per tutta la vita in quanto il danno insulare non è suscettibile di guarigione o remissione. Se vi può consolare, le forme di diabete secondario sono in genere facilmente controllabili ed a basso rischio di complicanze. Augurin.d.r.: Su richiesta della dott.ssa Aronica aggiungiamo anche la sua risposta, pur non essendo quest'ultima in sintonia con il pensiero della redazione di Progetto Diabete.
Risponde la dott. Alessandra Aronica, psicologa:
Caro signor Emanuele,
Quello che mi ha colpito di più della sua lettera è il fatto che sua moglie si sente, come lei scrive, "disperata", perché pensa di non potere mai più guarire.
È normale che sua moglie abbia provato in passato questo tipo di sentimenti di fronte a una patologia che le durerà per tutta la vita. Se però questi sentimenti continuano a durare ancora dopo un anno dalla diagnosi sarebbe bene che sua moglie chiedesse un aiuto a uno psicoterapeuta, che la porti ad accettare la propria nuova condizione. Infatti per avere una buona gestione del diabete è bene non solo rispettare la dieta e le cure farmacologiche, ma anche vivere con la massima serenità possibile.
Anche lei, con il suo affetto, può essere molto di aiuto a sua moglie per farle accettare la malattia!
Data ultimo aggiornamento: Venerdì, 24 Novembre 2000 6:30.00
URL: http://www.progettodiabete.org/expert/2000/e2_766.html
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