Domande agli esperti

Vi raccomandiamo, prima di procedere nella consultazione, di leggere le avvertenze.


Il 31 Ottobre 2000 Antonio F. scrive:
Salve, Dottore. Mia madre ad 85 anni soffre da una ventina d'anni di diabete insulinodipendente che controlla discretamente bene. Presenta però dolori alle estremità inferiori, manifestando sintomi di rigidità e di pelle secca alle gambe, probabilmente dovuti a neuropatia diabetica. Ho visto su di una sua precedente (ed estremamente esauriente) risposta il suo consiglio di integrare le normali cure con una terapia complementare di acido tiottico e di vitamina E. Mia madre prende già una compressa al giorno di Tiobec200, farmaco che però ha un notevole costo, soprattutto se dovesse aumentare la dose a 3-4 compresse al giorno. Questo volevo sapere da lei: c'è la possibilità di un prodotto analogo, con lo stesso principio attivo e con un costo inferiore, e magari un composto che comprenda sia l'acido tiottico che la vitamina E in un'unica compressa?
Spero mi possa dare una risposta, intanto le porgo i miei più cordiali saluti

Risponde il dott. Fabio Baccetti, diabetologo:
Dalla sua lettera mi pare di capire che il problema principale di sua madre sia il dolore agli arti inferiori accompagnato da rigidità articolare e secchezza cutanea. Tutti questi segni e sintomi sono fortemente indicativi della presenza di Neuropatia Diabetica, ipotesi avvalorata dal fatto che sua madre ha da circa 20 anni il Diabete Mellito. Ma per completezza di informazione è bene specificare che il dolore potrebbe essere dovuto ad un problema arterioso, cioè ad un carente afflusso di sangue agli arti inferiori. Le consiglio perciò per prima cosa di far fare al suo diabetologo diagnosi differenziale fra un’origine ischemica o neuropatica del dolore; se l’eziologia del dolore fosse ischemica si deve valutare la possibilità di effettuare un intervento di rivascolarizzazione periferica per ristabilire un buon afflusso sanguigno alle gambe instaurando subito terapia antiaggregante. Nel caso dell’origine neuropatica del dolore si deve ristabilire al più presto un buon controllo metabolico, cercando soprattutto di evitare eccessivi sbalzi glicemici. In entrambi i casi in ogni modo ciò che si può fare da subito è iniziare una terapia sintomatica contro il dolore: in pratica s’inizia con l’assunzione di normali antidolorifici come il paracetamolo (anche ad alte dosi) o i F.A.N.S. (per intenderci i farmaci della stessa classe dell’acido acetilsalicilico). In caso di inefficacia di questi si passa all’assunzione di farmaci antidepressivi come l’amitriptilina; s’inizia con dosaggi molto bassi (V o VIII gocce la sera) da aumentare gradualmente fino alla scomparsa del dolore. In alternativa a questi oggi è possibile usare il secondo dei farmaci da lei elencato nella sua domanda, il gabapentin, nato inizialmente come farmaco per le epilessie resistenti ai comuni trattamenti, e che da buoni risultati; s’inizia con dosaggi di 300 mg la sera da aumentare fino ai 900 mg/die ponendo però molta attenzione agli effetti collaterali. Devo comunque aggiungere che tali farmaci hanno un moderato, se non scarso effetto, sul dolore di origine ischemica. In questi casi infatti è di gran lunga preferibile impiantare un sondino epidurale che permetta l’infusione continua mediante pompa o ad intermittente mediante boli di farmaci anestetici (Naropina, Marcaina, derivati della morfina come la Buprenorfina) direttamente nello spazio epidurale del midollo spinale. In poche parole si tratta del posizionamento di un “tubicino” nella colonna vertebrale lombare mediante il quale i farmaci sono immessi nello spazio epidurale, che è uno spazio compreso fra le meningi, le guaine che rivestono il midollo spinale. Questa modalità di somministrazione ha il grosso vantaggio di non avere gli effetti collaterali di una terapia antidolorifica somministrata per via generale, dato che l’assorbimento sistemico dei farmaci per questa via è minimo ed è praticamente scevra da rischi se effettuata da mani esperte. Come estrema aratio in caso di dolore intrattabile che non risponde a questi trattamenti farmacologici, è possibile predisporre l’impianto di un Neurostimolatore midollare. Si tratta di un catetere provvisto di elettrodi che è impiantato lungo la colonna vertebrale e che è collegato ad uno stimolatore sistemato in una tasca sottocutanea nell’addome; gli elettrodi sulla colonna stimolando elettricamente il midollo provocano analgesia nelle zone colpite dal dolore. Riguardo all’uso di sostanze antiossidanti e Vitamina E, a mia conoscenza esistono anche altri prodotti in commercio che contengono acido tiottico o lipoico, ma il costo è suppergiù lo stesso e non hanno, a mio giudizio, adeguate quantità di Vitamina E; se vuole, privatamente le posso fornire il nome commerciale di questi composti. In ogni caso le ribadisco che i dosaggi utili di acido tiottico sono 800 mg/die (cioè 4 compresse/die) per i primi 3 mesi, scalando poi a 400 mg/die (2 compresse/die) mentre per la Vitamina E vanno assunti almeno 600 mg/die.
Sono sempre a sua disposizione per ulteriori chiarimenti.


Data ultimo aggiornamento: Venerdì, 24 Novembre 2000 6:30.00
URL: http://www.progettodiabete.org/expert/2000/e2_765.html

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