Domande agli esperti

Vi raccomandiamo, prima di procedere nella consultazione, di leggere le avvertenze.


Il 14 Ottobre 2000 Cosimo scrive:
Nel 1989 ho scoperto di essere diabetico. Nel 1999 mio fratello all'età di 64 anni muore dopo aver subito più volte interventi chirurgici al sistema cardiovascolare a causa del diabete. Era insulino dipendente da vent'anni. Da dieci mesi anch'io faccio l'insulina la sera prima di andare a letto. Sona in cura presso l'ospedale della mia città. Purtroppo con scarsi risultati. Mi dicono di praticare dello sport, ma mi manca il tempo in quantio il mio lavoro la sera mi rende stanco e non ho voglia di fare niente. Vorrei sapere come fare. Non vorrei fare la fine di mio fratello. Ho provato tutte le pillole: l'ultima il glucobay per impedire, dicono i miei medici, l'assorbimento dei grassi nel sangue. Adesso prendo il gliconorm tre volte al giorno più l'insulina alla sera. Gradirei una risposta.Grazie.

Risponde il prof. Salvatore Verga, diabetologo:
Caro sig Cosimo
È noto che il diabete mellito si associa spesso alla malattia cardiovascolare e spesso ne accelera il decorso. È altresì ben documentato come il mantenimento (nel tempo) di un buon controllo metabolico globale è l'unica arma di fatto efficace che si oppone all'evoluzione della complicanza cardiovascolare. È chiaro che, allorquando si parla di controllo metabolico globale, non ci si debba limitare al raggiungimento di un buon controllo glicemico bensì al controllo di tutte le altre componenti (associate al diabete) che concorrono al rischio cardiovascolare; è quindi necessario che vengano tenuti sotto controllo i valori di colesterolo, HDL colesterolo, trigliceridi, uricemia, fibrinogeno ed altri parametri emocoagulativi, la pressione arteriosa, il peso corporeo etc... Insisto che soltanto un controllo globale metabolico ottimizzato è in grado di arrestare l'evoluzione del danno cardiovascolare. La terapia insulinica sic et simpliciter quindi non va considerata la soluzione a cui delegare l'arresto della evoluzione cardiovascolare ma attore principale rimane il paziente che deve adattare innanzitutto il suo stile di vita alla condizione dismetabolica e cardiovascolare. Al riguardo non va sottovalutato il ruolo della attività fisica programmata che assume pari dignità della accurata osservanza della dieta e del mantenimento di un buon equilibrio psichico nei confronti della malattia. Infine presso la sua città esistono alcuni centri antidiabetici di rilievo nazionale ai quali potrà rivolgersi e che sapranno ben gestire la sua condizione.
Auguri e mi dia notizie


Data ultimo aggiornamento: Giovedì, 26 Ottobre 2000 6:30.00
URL: http://www.progettodiabete.org/expert/2000/e2_740.html

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