Domande agli esperti Vi raccomandiamo, prima di procedere nella consultazione, di leggere le avvertenze.
Lettera anonima dell'11 Ottobre 2000:
Vorrei una informazione che riguarda la medicazione dell'ulcera del piede diabetico: perché usiamo solamente gli antibiotici per uso locale e mai una associazione di antibiotico e antiinfiammatorio?Risponde il dott. Fabio Baccetti, medico chirurgo:
La guarigione di un’ulcera infetta non può prescindere dalla sterilizzazione della stessa poiché la presenza di batteri o altri microrganismi impedisce la ricrescita tissutale con tutta una serie di meccanismi. Ma tale sterilizzazione, secondo quanto ormai affermato a livello internazionale, si ottiene con la terapia antibiotica per via sistemica (per os, per via endovenosa o per via intramuscolare) e non per via topica o locale. Gli antibiotici somministrati per via locale penetrano nei tessuti solo per circa 0,5 cm, vengono nel giro di pochi secondi inattivati dalle proteasi tissutali del paziente (enzimi che sono presenti nei tessuti) e possono inoltre provocare reazioni allergiche locali o formare ceppi di microoroganismi resistenti a quel determinato antibiotico che ne impediscono così anche l’uso per via sistemica. Di solito perciò quando si ha a che fare con un’ulcera infetta si esegue un prelievo di tessuto o di essudato per l’esame colturale con relativo antibiogramma (una volta isolato il ceppo di microrganismo responsabile dell’infezione si testano in provetta gli antibiotici che si sa essere notoriamente efficaci contro di lui per trovare quello più efficiente alla minor concentrazione); nel tempo di attesa tecnico (circa 5 gg) si somministra al paziente un antibiotico a largo spettro o un mix di più sostanze e una volta avuta la risposta si somministra a dose piena l’antibiotico risultato migliore in quel caso.
Riguardo all’uso d’antinfiammatori, sono assolutamente controindicati in questi casi, sia per via locale sia sistemica, giacché la riparazione tissutale nelle sue fasi riconosce anche una fase cosiddetta infiammatoria che in questo caso è un evento “benigno” che comincia il processo di riparazione; sarebbe perciò dannoso usare tali farmaci per la cura di un’ulcera. È noto ormai da tempo, infatti, come i pazienti che hanno patologie che richiedano la somministrazione di cortisonici (potentissimi antinfiammatori) abbiano un tempo di guarigione delle ferite o delle ulcere notevolmente allungato rispetto agli altri. Discorso a parte va fatto per quei farmaci ritenuti comunemente antinfiammatori (streptochinasi, proteasi contenute nel succo di ananas) ma la cui azione principale è quella di sciogliere i coaguli, controllare l’edema e favorire il riassorbimento degli ematomi o degli stravasi di sangue: il razionale dell’uso di questi farmaci sta nel fatto che uno dei motivi della mancata guarigione delle ulcere spesso è l’edema che si forma intorno e che impedisce che dai capillari arrivino le sostanze nutritive necessarie alla ricrescita del tessuto sano. Perciò potrebbero essere usati per favorire il riassorbimento dell’edema e permettere alle sostanze suddette di raggiungere l’ulcera ma a mia conoscenza non esistono ad oggi studi controllati sull’eventuale utilità di questi farmaci.
Sono sempre a sua disposizione per ulteriori chiarimenti.
Data ultimo aggiornamento: Giovedì, 26 Ottobre 2000 6:30.00
URL: http://www.progettodiabete.org/expert/2000/e2_739.html
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