Domande agli esperti

Vi raccomandiamo, prima di procedere nella consultazione, di leggere le avvertenze.


Il 28 Settembre 2000 Fabio M. scrive:
Salve, mi chiamo Fabio, ho 36 anni e sono diabetico tipo 1 da 34 anni.
Da diversi anni il mio compenso è ottimo, ma sto assistendo alla comparsa di un problema dermatologico a quella parte di cute che va dal ginocchio alla caviglia.
Sopratutto sopra la caviglia, la pelle si è imbrunita in modo non uniforme, come fosse sporca. Qualsiasi tipo di ferita, anche la più piccola abrasione, si arrossa moltissimo, per poi guarire lentamente lasciandomi una caratteristica cicatrice scura. Secondo un dermatologo, la causa di tutto ciò è un danno al microcircolo, e l'inscurimento sarebbe causato da microemorragie che lasciando deposito nel derma, lo "coloreranno" fino alla tipica distribuzione a "calzino"(sembrerà che porto le calze nere, mentre non le ho). Secondo un altro si tratterebbe di un danno al tessuto connettivo, causato dai tanti anni di diabete. Questa cute è spesso fastidiosa al tatto, costringendomi a portare calze senza elastico.
L'elettromiografia di un anno fa era abbastanza buona, ed anche l'eco-doppler appena fatto ha dato un buon risultato, mentre mi hanno diagnosticato una leggera insensibilità al tatto.
È vero che con la neuropatia è consigliabile smettere di bere alcoolici?
Di recente, ho voluto seguire i preziosi consigli del dott. Baccetti, assumendo Tiobec 200mg (ac. Tiottico), ma il risultato è stato allarmante. Infatti dopo circa 8 ore, notavo una strana sensazione di indebolimento, ipotensione, difficolta di respirazione. Ho interrotto la cura e dopo qualche giorno, ho riprovato di nuovo, per diverse volte, ma il risultato è stato sempre lo stesso (sono stato male).
Quale potrebbe essere la causa di questa mia intolleranza?
Potrebbe citare altre formulazioni per poter assumere l'Acido Tiottico.
Grazie per l'interessamento e per tutto quello che gentilmente vorrete consigliarmi.
Con infinita stima. Fabio

Risponde il dott. Fabio Baccetti, medico chirurgo:
Vorrei iniziare la risposta dal problema cutaneo che ci riferisce. Da quello che racconta sembra proprio che le macchie che le compaiono sulla superficie delle gambe siano da attribuire alla Dermopatia Diabetica. Si tratta di lesioni atrofiche, piccole e circolari, di colorito bruno; non sono specifiche del paziente diabetico ma certamente sono più frequenti nei maschi diabetici con lunga durata di malattia. Si possono riscontrare associate ad altre complicanze della malattia diabetica e probabilmente hanno eziologia traumatica e non hanno terapia in quanto a parte il problema di tipo estetico non hanno altri sintomi. Il fatto che lei abbia fastidio alla cute che non le permetta di portare le calze dipende probabilmente dalla Neuropatia nel senso che la cute potrebbe essere più disidratata, “secca” per intenderci, in quanto le ghiandole sudoripare sono sotto il controllo del Sistema Nervoso Autonomico e può succedere che dopo anni di Diabete tali ghiandole non rispondano più al suddetto controllo e che quindi si verifichino due situazioni opposte: la disidrosi o l’iperidrosi. Nel primo caso si ha la mancanza di produzione di sudore con cute secca e che si desquama facilmente, nel secondo caso invece si ha un eccesso di produzione di sudore con cute umida che si può macerare e diventare una porta d’ingresso per batteri e funghi. Se nel suo caso fosse presente disidrosi consiglio l’applicazione quotidiana di una buona idratante.
Riguardo all’assunzione d’alcolici la risposta non è semplice: certamente sembra ormai ampiamente dimostrato che una modica assunzione d’alcool sottoforma di vino rosso, sia da consigliare dato il potere antiossidante d’alcune sostanze contenute nel vino. Ripeto modica quantità poiché l’eccessiva assunzione d’alcool può portare allo sviluppo di una Neuropatia periferica simile a quella diabetica; in un paziente diabetico perciò l’iperglicemia e l’eccessiva assunzione d’alcool si possono sommare e portare allo sviluppo di Neuropatia Periferica. C’è da aggiungere che l’alcool impedisce la formazione di Glicogeno epatico (il glucosio immagazzinato come riserva che viene usato nei momenti di digiuno) e quindi in condizioni di ipoglicemia gli ormoni controregolatori (glucagone e soprattutto dopo 5 aa di malattia le catecolamine) non possono liberarlo per riportare su la Glicemia.
Infine riguardo all’acido tiottico devo dirle che è la prima volta che mi capita un caso d’intolleranza al farmaco come da lei descritto; di solito in queste condizioni l’intolleranza potrebbe non essere imputabile solo all’acido tiottico ma anche ai vari eccipienti che sono presenti nella formulazione. Esiste un’altra formulazione dell’acido tiottico, a mia conoscenza oltre a quella da lei nominata sempre in compresse, ma per non fare pubblicità alla casa farmaceutica preferirei non nominarla qua; se vuole posso mandarle il nome commerciale per mail in privato. In ogni caso se la sua intolleranza continuasse a manifestarsi le consiglio comunque di continuare con l’assunzione di Vitamina E ad alti dosaggi (da 600 a 1500 mg/die).
Sono sempre a sua disposizione per ulteriori chiarimenti.


Data ultimo aggiornamento: Giovedì, 12 Ottobre 2000 6:30.00
URL: http://www.progettodiabete.org/expert/2000/e2_719.html

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