Domande agli esperti

Vi raccomandiamo, prima di procedere nella consultazione, di leggere le avvertenze.


Il 30 Settembre 2000 Gilda L. scrive:
Mia zia è diabetica, è ricoverata a Brescia presso gli spedali civili perché la sua situazione di diabetica è molto grave e nei prossimi giorni, molto probabilmente, dovrà subire l'amputazione di una gamba.
Chiedevo solo qualche consiglio su come affrontare con lei questo argomento - mi sento tremendamente impotente e senza parole, non so come incoraggiarla - sto malissimo vedendola soffrire così tanto senza poter fare niente per lei - e poi come affrontare il futuro... augurandomi che riesca a superare l'intervento (è cardiopatica - le è stata anche sostituita la valvola mitralica).
Grazie - cordiali saluti

Risponde il Prof. Salvatore Verga, diabetologo:
Gent.ima sig.ra Gilda
Purtroppo quando il processo gangrenoso diviene irreversibile l'amputazione dell'arto diventa l'unica soluzione possibile per evitare processi setticemici estremamente disastrosi. È una decisione che nessun medico prende a cuor leggero anche se talora sollecitato dallo stesso paziente nel tentativo di alleviare ulteriore sofferenze. Purtroppo oggi la malattia diabetica costituisce la più frequente causa di amputazione e questo spiega l'enorme interesse della comunità scientifica nel ricercare soluzioni alternative in atto non disponibili. È chiaro che nel soggetto da sottoporre a tale pratica chirurgica il sostegno psicologico deve essere prioritario. Oggi la moderna tecnologia consente di utilizzare, dopo qualche tempo dall'intervento, protesi meccaniche abbastanza soddisfacenti e su questo potranno bene consigliarla i colleghi di Brescia. Auguri

Risponde la Dott.ssa Alessandra Aronica, psicologa:
Carissima signora Gilda,
Capisco perfettamente il suo stato d'animo di impotenza e smarrimento di fronte a una situazione così difficile come quella di stare vicino una persona che dovrà subire l'amputazione di un arto.
Cosa può fare lei per sua zia?
Innanzi tutto prendere atto che i suoi sentimenti personali sono più che giustificati, ma anche avere fiducia nella sua capacità di aiutarla dal punto di vista psicologico.
In questo periodo sua zia avrà molto bisogno di una persona che sappia ascoltarla in maniera empatica, ovvero non contrastare quello che dice, ma rifletterglielo, come se fosse uno specchio. Ad esempio se sua zia dopo l'operazione si metterà piangere, o dirà che per lei tutto è finito, lei non dovrà contrastarla, e dirle ad esempio : "Ma non ti preoccupare, vedrai che va tutto bene, non piangere...", ma dovrà invece dimostrarle la sua vicinanza e la sua comprensione per tutti i sentimenti anche terribili che sua zia proverà. In questo modo sua zia si sentirà veramente capita e non sarà terrorizzata da quello che sta succedendo.
Certe volte sarà sufficiente la sua sola vicinanza fisica, il suo silenzio accogliente.
Faccio molti auguri di cuore a lei e a sua di zia per questa prova così difficile.
Un saluto affettuoso.


Data ultimo aggiornamento: Giovedì, 12 Ottobre 2000 6:30.00
URL: http://www.progettodiabete.org/expert/2000/e2_713.html

Pag. < Home Pag. >
[Indice] [Il nostro sito] [Il diabete] [Associazioni] [Servizi] [Leggi] [Community] [Notizie] [Pubblicazioni] [Passatempo] [Altri siti] [Cerca] [Lettere]


Hosted by Publinet