Domande agli esperti

Vi raccomandiamo, prima di procedere nella consultazione, di leggere le avvertenze.


Il 23 Agosto 2000 Mauro M. scrive:
Da circa 6 mesi mia suocera soffre di diabete e di tutta una serie di disturbi (dolori e pizzichi in varie parti del corpo come arti anche spalla etc) dovuti secondo gli esami fatti ad una neuropatia diabetica; inoltre la continua assunzione di farmaci antidolorifici (contramal) e non ci sembra possano avere provocato una piccola depressione (prende anche del tavor).
Ora la mia domanda è se esiste un centro specializzato nella cura specifica della neuropatia e come ci si deve comportare con l'assunzione di farmaci che secondo noi è esagerata.
grazie per la vs. risposta

Risponde il dott. Fabio Baccetti, Medico Chirurgo:
La Neuropatia Diabetica è una delle complicanze croniche del Diabete Mellito che colpisce il Sistema Nervo Periferico in entrambe le sue componenti: la Somatica e l'Autonomica. L'unica terapia efficace e ormai universalmente accettata per la Neuropatia Diabetica è il buon controllo metabolico e vale a dire avere un HbA1c < 7,5% in maniera stabile e duratura; per fare ciò bisogna riportare le Glicemia su valori il più possibile vicino alla norma magari attuando una stretta aderenza alla terapia dietetica e farmacologia. E' possibile che ristabilendo il buon controllo metabolico la sintomatologia fastidiosa che ci riferisce tenda a scomparire o almeno a diminuire d'intensità. Una volta ristabilito il buon controllo metabolico a mio avviso l'unica terapia complementare ad esso, è la supplementazione con sostanze antiossidanti come l'Acido Tiottico (800 mg/die) e la Vitamina E (almeno 600 mg/die); questa sono le uniche che hanno avuto una qualche evidenza sperimentale positiva in studi clinici con adeguato numero di pazienti. Ne esistono altre ma le sperimentazioni eseguite con esse, ad oggi, non hanno ancora dato esiti convincenti. Nel caso che la sintomatologia dolorosa non scompaia con il buon controllo metabolico, si possono assumere farmaci antidolorifici con uno schema a passi successivi, nel senso che si può cominciare con i banali antidolorifici come il Paracetamolo (fino a 3 gr/die) o l'Acido Acetilsalicilico (350-500 mg per 2/die); se questi non funzionano si può passare a farmaci F.A.N.S. (farmaci derivati dall'Acido Acetilsalicilico) più forti come il Diclofenac o il Ketorolac. In caso di mancato successo si possono assumere farmaci antidepressivi come l'amitriptilina, che è risultata essere efficace nel trattamento del dolore neuropatico a dosaggi inferiori a quelli usati in terapia psichiatrica; di solito si comincia con poche gocce di farmaco da assumere la sera, con aumenti scaglionati nel tempo, fino a raggiungere la dosa efficace. In alternativa da qualche tempo si usano anche farmaci inizialmente concepiti per la terapia dell'epilessia come il Gabapentin a dosaggi variabili, dai 300 ai 900 mg/die. Nella terapia dei dolori cronici neuropatici non sono indicati i farmaci morfino-simili o morfino-agonisti come il Tramadolo (nome commerciale Fortradol o Contramal) che nel caso specifico in combinazione all'assunzione di benzodiazepine (il Tavor) può aver provocato lo stato depressivo che Lei ci descrive. In conclusione per rispondere alla sua domanda Le posso indicare sicuramente il Centro Antidiabetico universitario dell'Ospedale di Padova diretto dal Prof. Fedele e quello universitario di Verona diretto dal Prof. Muggeo. Sono sempre a sua disposizione per ulteriori chiarimenti.


Data ultimo aggiornamento: Mercoledì, 11 Ottobre 2000 6:30.00
URL: http://www.progettodiabete.org/expert/2000/e2_712.html

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