Domande agli esperti Vi raccomandiamo, prima di procedere nella consultazione, di leggere le avvertenze.
Il 9 Luglio 2000 Carla D. scrive:
Mi chiamo Carla ed ho 45 anni. Lavoro presso un organismo internazionale, ma vivo e risiedo in Italia, e durante i consueti controlli, che ogni due anni ci fanno eseguire, risultò che, nel 1996, i trigliceridi fossero 710. Dopo due giorni mi fecero ripetere l'esame e questi erano scesi a 175. Nel 98 il tasso era di 272 e pochi giorni fa il valore era di 230. Il colesterolo è sempre nei parametri. La glicemia tra gli 80 e 90. La pressione varia da 150/95, per alcuni periodi, a valori più bassi in altri. Non fumo da circa 15 anni, non bevo, pratico ginnastica acquatica ed il mio peso è di 60 chili per 160 cm di altezza.
Il punto è che leggendo una risposta data dai vostri esperti, mi è parso di capire che ci possa essere un legame fra tutti questi fattori, il diabete e l'infarto. Una informazione ulteriore, mio padre è morto di infarto al miocardio all'età di 51 anni. Le mie due nonne soffrivano di diabete, quella paterna subì l'amputazione di un arto a causa di una cangrena.
Che tipo di specialista dovrei consultare secondo le vostre opinioni? In effetti non posso considerarmi una diabetica, dall'elettrocardiogramma non sembrano risultare problemi particolari!!!
Vi ringrazio per l'attenzione che vorrete dedicarmi e vi saluto cordialmenteRisponde il dott. Stefano Pintus, endocrinologo:
Cara Carla
L'ipertrigliceridemia marcata può essere sicuramente un indice di rischio cardiovascolare; non citi nella tua lettera i valori della colesterolemia HDL, che probabilmente erano molto bassi. La tendenza ad un alternarsi di ipertriglicaridemia e ipercolesterolemia fa pensare ad una dislipidemia mista (a proposito, come era l'uricemia?). Tale fatto, associato alla spiccata familiarità fa sospettare una forma iniziale di sindrome plurimetabolica, caratterizzata anche da ipertensione, e anche (ma non necessariamente) da sovrappeso e da comparsa più precoce della norma di diabete di tipo due.
Il primo gradino preventivo in questa situazione è quello di perdere qualche chilo, praticare con regolarità l'esercizio fisico, limitare alcolici e sostanze zuccherine e monitorare con regolarità la pressione. In caso di terapia estroprogestinica è inoltre utile un controllo fuori terapia dei parametri metabolici. Se nonostante tutto la trigliceridemia dovesse rimanere elevata, può essere indicata una terapia con fibrati, ad esempio Fulcro, 1 cps al dì, la sera, che aiuta a normalizzare anche la fibrinogenemia e la eventuale uricemia. Consiglio inoltre un controllo di tali parametri non biennale ma semestrale.
Ciao
Data ultimo aggiornamento: Mercoledì, 26 Luglio 2000 6:30.00
URL: http://www.progettodiabete.org/expert/2000/e2_693.html
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