Domande agli esperti Vi raccomandiamo, prima di procedere nella consultazione, di leggere le avvertenze.
Il 25 Ottobre 1999 Salvatore B. scrive:
Mi scusi se disturbo, per caso, anzi, in verità non per caso, navigando su internet, ho avuto l'idea di cercare informazioni sul DAP, ed ho visto questo sito e così ho pensato di chiedere qualche consiglio.
In verità, non è per me che scrivo, ma per mia moglie.
Mia moglie è un pò di tempo che soffre di attacchi di panico (così hanno diagnosticato al Policlinico di Napoli, dopo aver girato mezza città e fatto le analisi più inpensabili perchè convinti che queste sensazioni di malessere fossero dovute a qualcosa di organico e non qualcosa legato alla sfera psicologica).
Non potendoci permettere una struttura privata (un medico che ci potesse seguire passo passo), ci siamo rivolti al Policlinico che, in verità, non ci hanno dato una buona sensazione (a mia moglie veramente io non c'ero).
Quindi per un pò abbiamo lasciato trascorrere del tempo, ma i disturbi continuano sempre più frequentemente.
Io Le scrivoper sapere se può aiutarci con qualche consiglio o al limite indicarci una strada.
Se avrò risposta, al limite la prossima volta farò scrivere mia moglie per meglio descrivere i sintomi.
Ringrazio anticipatamente sperando in una risposta - stesso mezzo. GrazieRisponde la dott.ssa Alessandra Aronica, Psicologa:
Caro signor Salvatore, prima di tutto mi voglio scusare per il ritardo con cui le rispondo, ma ultimamente il mio computer ha avuto un virus informatico che ha cancellato dalla memoria alcune lettere o non me le ha fatte pervenire.
E ora passo a darle alcune informazioni. Poiché l'essere umano è un tutt'uno indivisibile, ogni disturbo è dereminato da componenti biologiche e psicologiche, che nei casi differenti hanno un peso differente. Da quello che ha scritto mi sembra di capire che sua moglie ha già fatto degli accertamenti che hanno escluso possibili componenti biologiche del suo disturbo, che possono essere, tra gli altri, un cattivo funzionamentio della tiroide o un nucleo epilettico.
Se tutti gli esami hanno escluso una possibile componente organica allora si tratta di attacchi di panico a componente prevalentemente psicologica. In questo caso le consiglio vivamente di rivolgersi a uno o una psicoterapeuta qualificato, o privatamente, o presso un'ASL. Lo psicoterapeuta, dopo un'attenta valutazione dei sintomi e della storia di sua moglie, le proporrà un iter psicoterapeutico la cui durata può variare da uno a due anni, in cui insieme potranno dare un significato alle componenti psicologiche che hanno portato al panico. Le componenti psicologiche potrebbero essere, fra le altre, l'aver vissuto degli eventi particolarmente stressanti nell'anno precedente all'insorgere del disturbo, l'aver vissuto con difficoltà la separazione dalla madre e la propria indipendenza, l'aver avuto un grave lutto quando si era piccoli.
Probabilmente lo psicoterapueta insegnerà a sua moglie anche delle particolari tecniche come il Training Autogeno o la Desensibilizzazione Sistematica. Se gli attacchi sono molto frequenti è possibile che lo psicoterapeuta consigli di associare dei farmaci specifici, che debbono essere prescritti da un medico, e che verranno poi gradualmenmte sospesi man mano che la psicoterapia produrrà i suoi effetti benefici.
Spero di aver risposto alla sua domanda, la prego di riscrivermi, o di farmi riscrivere da sua moglie, se vuole, per ulteriori chiarimenti.
Ultimo aggiornamento: Gio, 23 Dicembre 1999 6:30.00
URL: http://www.publinet.it/diabete/expert/1999/e2_434.html
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