Domande agli esperti

Vi raccomandiamo, prima di procedere nella consultazione, di leggere le avvertenze.


Il 7 Ottobre 1999 Elena B. scrive:
Scrivo a nome di mio papà Aldo 56 anni, diabetico da quando ne aveva 19.
Sino a qualche anno fa mio papà assumeva come farmaco contro le neuropatie l'Alredase e si trovava benissimo, poi questo farmaco è stato tolto e non ha trovato alcun farmaco in grado di sostituirlo.
Da qualche tempo presenta evidenti sintomi di neuropatia e la sua diabetologa gli ha parlato di un nuovo farmaco il Biodynoral. Vorremo avere un vostro parere medico su questo farmaco e su eventuali altri.
Perché l'Alredase è stato tolto?
Aveva effetti collaterali a noi sconosciuti?
Vi ringrazio per la vostra disponibilità.

Risponde il dott. Fabio Baccetti, Medico Chirurgo:
Per cercare di essere il più esauriente possibile le darò prima alcuni cenni di fisiopatologia: il Sistema Nervoso Periferico (l'insieme di tutti i nervi che nascono dal cervello e dal midollo spinale) è suddiviso in due grandi compartimenti: il Sistema Nervoso Periferico Somatico ed il Sistema Nervoso Autonomico. La stragrande maggioranza dei nervi (esclusi quelli a diametro più piccolo) è ricoperta da un rivestimento detto Mielina, prodotta dalla cellula di Schwann, che serve per accelerare la trasmissione dell'impulso nervoso lungo la fibra nervosa; perciò i nervi più piccoli o quelli che ne sono sprovvisti avranno una velocità di conduzione dell'impulso nervoso minore rispetto agli altri.
La Neuropatia Diabetica è una complicanza cronica del Diabete Mellito che interessa il suddetto Sistema Nervoso periferico nelle sue due componenti; praticamente con l'iperglicemia si ha un entrata incontrollata di glucosio nella Mielina che non può essere smaltito e che viene perciò trasformato da un enzima, l'Aldoso-Reduttasi, in sorbitolo. Il sorbitolo per osmosi attira l'acqua extracellulare con la Mielina che così prima si riempie di acqua, si vacuolizza andando infine incontro alla distruzione con tutte le conseguenze negative dette prima sulla conduzione della fibra nervosa.
Negli anni '80 perciò dopo la scoperta di questo meccanismo di danno, dovuto all'iperglicemia, si concentrò la ricerca sulla sintesi di sostanze che bloccassero l'enzima Aldoso-Reduttasi bloccando così lo sviluppo del sorbitolo; l'Alredase fu uno di quei farmaci sintetizzati e fu subito sperimentato e messo poi in commercio; per molti pazienti si è rivelato un buonissimo farmaco (sapesse i pazienti che mi fanno la stessa sua domanda) ma una sperimentazione mondiale, condotta nella prima metà degli anni '90, confermò quello che già alcuni autori sospettavano e che cioè il farmaco non era così efficace come si diceva e soprattutto era epatotossico; per tale motivo venne tolto dal commercio. Da quel momento sono state sintetizzate altre sostanze che bloccano l'enzima suddetto ma nessuna ancora ha, negli studi condotti successivamente, inequivocabilmente dimostrato d'essere efficace nella cura della Neuropatia Diabetica. Oltretutto negli ultimi anni sono stati proposti altri meccanismi attraverso i quali l'iperglicemia provoca danno alla fibra nervosa, come la teoria vascolare, quella degli acidi grassi, dell'ossidazione, ecc... Per farla breve oggi come oggi si conoscono i meccanismi attraverso i quali l'iperglicemia provoca il danno a livello della fibra nervosa ma non si sa quale se ce ne sia uno predominante o se invece agiscano tutti insieme di concerto. Certamente ad oggi le posso assicurare che l'unica cura per la Neuropatia Diabetica, ormai ampiamente validata da due studi pietre miliari nella Diabetologia (DCCT e UKPDS), è il buon controllo metabolico vale a dire mantenere la glicemia il più possibile vicino alla normalità: in questo modo i meccanismi elencati sopra non s'innescano o almeno sono presenti in misura minore. Per venire al farmaco da lei indicato esso contiene l'acido Tiottico ed un mix di Vitamine; l'acido Tiottico è usato da molti anni in Germania, su base empirica, per la terapia delle Neuropatie dolorose per via endovenosa. Tale sostanza ha acquistato una certa importanza in quanto si comporta da antiossidante (le ricordo che uno dei meccanismi di danno dell'iperglicemia sulla fibra nervosa è l'aumentata produzione di sostanze ossidanti), e la sua validità è stata testata da due studi multicentrici svoltisi in Germania e, se non ricordo male, nei paesi scandinavi. Perciò, se suo padre ha un buon controllo metabolico (HbA1c £ 7,5%), tale sostanza, assunta a dosaggi di almeno 800 mg/die, può avere una qualche efficacia specialmente se è aggiunta Vitamina E a dosaggi di 600 mg/die; gli svantaggi sono che queste sostanze vanno assunte cronicamente e che non sono mutuabili.
Sono sempre a sua disposizione per ulteriori chiarimenti,
Cordiali Saluti


Ultimo aggiornamento: Lun, 11 Ottobre 1999 6:30.00
URL: http://www.progettodiabete.org/expert/1999/e2_382.html

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