Domande agli esperti

Vi raccomandiamo, prima di procedere nella consultazione, di leggere le avvertenze.


Il 22 Settembre 1999 Claudio scrive:
Ho 35 anni, diabetico da cinque, altri problemi per fortuna no e almeno per il momento di complicanze non me ne ho, solo (per quanto solo) un diabete abbastanza capriccioso.
Quattro iniezioni al giorno (tre rapida e una di lenta) 7u 06.30, 8u 14.00, 14u 20.45 e 14u di lenta 23.00.
Misuro da solo la glicemia e faccio mediamente 5/6 controlli al giorno che possono variare in caso di imprevisti. L'assurdo è che per quanto mi impegni a regolarizzare la glicemia le volte che mi ritrovo in iper o ipo sono purtroppo troppe e soprattutto imprevedibili.
Per un supplente annuale come me sono necessari 24 mesi poter chiedere di far domanda per il ruolo, la domanda va fatta verso dicembre ed è appunto ovvio l'aver 24 mesi di servizio.
A questo punto io ho fatto due supplenze per un totale di 20 mesi e da ottobre a dicembre non li completerò neanche per quest'anno perciò se ne riparlerà a dicembre 2000 per poi iniziare il ruolo a settembre 2001. Sono Statale nominato dal Provveditorato agli Studi con contratti di supplenza a tempo determinato per via di una graduatoria a scadere dopo un concorso fatto nell'89.
Il mio principale è il preside, o la responsabile Amministratrice del personale ATA e comunque tutti comandano e il bidello purtroppo è l'ultima ruota del carro.
Il mansionario di ogni giorno sono le pulizie del proprio reparto e la sorveglianza, purtroppo però siamo dei tuttofare ed è difficile rivalerci sulle leggi, che ci sono ma che è meglio non seguire alla lettera perché si resta segnati (...). Per pulizie; è ovvio spazzare, lavare per terra, spolverare, spostare i banchi per lavare ma il problema è che magari si sta fermi un'ora e poi quando suona la campanella a correre per finire in mezz'ora. Non si usano macchine, tutto a braccia vecchia maniera, ci sono ma si adoperano per fare le pulizie a fondo tre volte all'anno (Natale, Pasqua, luglio-agosto) e anche lì si salvi chi può (è meglio a braccia).
Il problema per me è il mattino, i ragazzi entrano alle 08.00 e dalle 07.30 può capitare di dover fare anche tre aule, tutto bene se sto bene e meno bene se ho avuto una ipo notturna con conseguente iperglicemia mattiniera peggio ancora se ho un'ipo alle 07.30 ... le aule chi le fa ??? Una volta sono perdonato ma la seconda cominciano già ad arrabbiarsi peggio se ho un collega ... mi arrabbierei anch'io.
Altro problema capitato alle 11.00 piu o meno l’ora della ricreazione di solito si resta nel piano per sorveglianza e alle 11.45 si spazza il reparto fino alle 12.30 poi la biblioteca poi i bagni e per le 13.30 suona la campanella e di nuovo con le aule (io solitamente faccio dalle 07.30 alle 13.30)... comunque ... alle 11.00 mi chiamano per caricare un camion di ferrivecchi (computer vecchi in disuso), coincideva tra l'altro con l'orario del secondo spuntino (dalle 06.45 della colazione alle 14.00 del pranzo devo fare due spuntini, uno alle 09.30/10.00 e l'altro alle 11.00/11.30), alché saltare lo spuntino non mi sembrava il caso e lavorare di fatica nel momento in cui avevo bisogno di mangiare (valori bassi) ancor meno, c'era troppo rischio di ipo, tuttavia ho dato una mano dieci minuti, per non far vedere che me le voglio scampare tutte, ma ancora hanno avuto da ridire, perché me ne sono andato!
Il problema più grosso restano comunque i lavori a fondo, 10/15gg di lavori pesanti per tre volte l'anno, no forzati e neanche con la frusta, ma comunque con un tenore che non mi sento più in grado di poter svolgere a fronte di una cura ottimale della mia malattia di cui credo aver diritto. È inaccettabile anche aver tre o quattro ipoglicemie alla mattina e bucarsi le dita otto volte.
Il primo anno di supplenza, anno 97/98, una scuola media, non ho portato nessun certificato, mi sono fidato della gente e di un po’ di comprensione ed è stato a dir poco disastroso, dico solo che mi hanno detto “tutti noi abbiamo le nostre magagne”.
Il secondo anno, quello appena finito, anno 98/99, cambio scuola con un Istituto Tecnico Industriale Statale “ITIS Severi di Padova”, molto meglio, porto un certificato dell’Ospedale che mi ha in cura dove specifica il mio stato di salute e il bisogno di frequenti test di controllo e spuntini, ma i problemi non si risolvono (vedi quanto sopra) e a fronte di responsabilizzarsi il preside a luglio mi invita a cambiar scuola altrimenti mi sottoporrà a “Visita collegiale”.
Ora dovrò ricominciare, a fronte di altri problemi, su un’altra scuola con conseguenti riadattamenti … e se trovo persone ancor meno compresive ???
Veda, non sono io a dettar legge ma è indubbio discutere sui limiti fisici di un diabetico, per quanto si voglia dire i limiti ci sono e sul fattore “invalidità” mi trova perfettamente d’accordo sulla maggior parte di idee delle Associazioni e dei dottori, “io non mi sento invalido” … sì qualche decifit ma non menomato, purtroppo però chiedo (e non mi sembra chiedere troppo) di essere tutelato quale non sono, e non giustificarmi ogni volta (… scusarmi di che … è colpa mia ???).
Non chiedo assolutamente di non far nulla, venga da me passare sei ore interminabili, ma dove non posso io è ovvio che deve fare un altro! Ma non deve partire da me anzi diciamo che io non conto nulla.
Non sono invalido e sono stato assunto per “sana e robusta costituzione” (forse qui è il problema), credo che l’invalidità risolva questi problemi ma a che prezzo?
Non lo so …
L’orario lo possono cambiare “a discrezione del preside” anzi con il nuovo contratto hanno aggiunto ancora potere ai presidi ed ora possono perfino decidere (tra le altre cose) di farci fare domani 10 ore con pausa obbligatoria di mezzora e dopodomani due ore (spero con preavviso … che comunque io un panino al bar in mezzora non è propriamente la dieta che dovrei fare, anzi non so proprio come dovrei destreggiarmi).
I turni solitamente sono 07.30 13.30 o 08.00 14.00 per il mattino e 12.00 18.00 per il pomeriggio. Premetto che per il pomeriggio con mezzora d’ora di strada devo iniziare a pranzare alle 10.30 ?!?
Senza contare che ci sono i consigli di classe, dei genitori e quant’altro dove possono dirti di venire dalle 17.00 alle 23.00. Io, è chiaro che mi sono sempre rifiutato, dove mangio? E come? Certo fosse tutti i giorni mi organizzerei con un fornelletto che’nnessò (si scrive così?) su un ripostiglio, ma un giorno una cosa e un giorno l’altra mi creerebbe notevoli scompensi.
Ora sto aspettando la chiamata per la perizia medica, in luglio ho iniziato le pratiche di invalidità che credo risolva in gran parte i miei problemi di lavoro.
Ma nel frattempo? e poi? Credo comunque non sia giusto che la mancanza di tutela per un diabetico al lavoro porti al dover dichiararsi invalido e soprattutto in un posto Statale.
Prima lavoravo come tecnico d’installazione accessori per auto (autoradio, allarmi, radiotelefoni … ) e i problemi c’erano ma si risolvevano, eravamo in due e quando stavo male ai primi tempi mi ricordo che chiudeva il negozio e mi accompagnava in bar … stavo bene … purtroppo ha dovuto chiudere.
Scusi il papiro ma ho cercato di sintetizzare al massimo
Ringrazio anticipatamente

Risponde la dott.ssa Iliana Pompei, Medico del lavoro:
Allora sintetizzando: hai il diabete e per poter avere un posto di lavoro adeguato a te devi essere dichiarato invalido civile per poter essere iscritto alle liste di collocamento obbligatorio. Con la nuova normativa che entrerà in vigore a gennaio 2000 ogni invalido sarà valutato per le capacità residue di lavoro ed avrà una scheda che spiegherà che tipo di lavori può fare. Al momento questo non esiste ed il collocamento è più approssimativo. Una volta collocato se il posto di lavoro non sarà adeguato ai tuoi problemi fisici potrai fare ricorso ad una commissione provinciale che verificherà la cosa (non ti sto a dettagliare perché la legge sta per cambiare come ti ho detto). In più le scuole, come tutte le aziende pubbliche e private dovrebbero far visitare tutti i dipendenti esposti a rischi professionali (ed il bidello è una mansione discussa in questo senso poiché grossi rischi non li ha, ma in certi comuni vengono visitati) dal medico competente ai sensi della 626. Il medico deve esprimersi sull'idoneità alla mansione (di ognuno, anche i non invalidi!). Ti informo che la legge è attualmente largamente disattesa dalle scuole, per cui non ci conterei troppo!
Al di là dei diritti/doveri di cui ti ho accennato sopra, vanno però dette alcune cose, soprattutto perché, come tu stesso dici di aver capito, la linea di Progetto Diabete è molto chiara nei confronti dell'invalidità e dei diritti al lavoro.
Noi riteniamo che professioni come la tua, a meno di situazioni particolarmente sfavorevoli, ma non mi sembra il tuo caso, possano essere svolte tranquillamente e con il massimo rendimento da persone affette da diabete (vedi articolo "Al lavoro senza paura" di Giordana Fauci, ultimo sottotitolo). Condizione essenziale è che tali persone (come del resto chiunque non vuole essere schiavo della propria condizione) insieme al loro diabetologo, riescano a pianificare la loro terapia in modo da renderla compatibile con la loro attività (a volte bastano piccole correzioni, consigli pratici). Hai portato diversi esempi: credo che in tutti quei casi, piccoli accorgimenti avrebbero potuto permetterti di essere efficiente al 100% al pari dei tuoi colleghi. Discutine con il tuo diabetologo, e, se non trovate una soluzione adeguata, credo che questo possa dipendere solo dalla tua incompatibilità personale con il lavoro svolto, imputabile solo in minima parte al diabete.
Non prendertela a male per queste parole. Io non ho una grossa esperienza di diabetici, ma ho 3 infermiere insulinodipendenti nel mio ospedale che svolgono in pieno la loro mansione ad eccezione dei turni notturni per le quali le ho esentate. Ci riescono pienamente e ti assicuro che il lavoro di infermiera è molto, molto, molto più pesante di quello di bidello.
Auguri quindi. A tua disposizione per altri chiarimenti


Ultimo aggiornamento: Gio, 30 Settembre 1999 6:30.00
URL: http://www.progettodiabete.org/expert/1999/e2_374.html

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