Domande agli esperti Vi raccomandiamo, prima di procedere nella consultazione, di leggere le avvertenze.
Il 27 Settembre 1999 Monia B. scrive:
Ho il biabete mellito dall'età di 6 anni e sono in cura con 40 unità di insulina giornaliere suddivise ai pasti principali + la lenta notturna.
Vorrei sapere se nel decorso della malattia il deterioramento del sistema nervoso possa aumentare le probabilità di gravi crisi depressive, perché da 4 anni a questa parte ne soffro senza riuscire ad uscirne.
Premetto che ho anche sofferto di bulimia e che ne sono uscita da pochi mesi.
Vi ringrazio in anticipo e resto in attesa di una vs. gradita risposta.Risponde la dott.ssa Ilaria Vannucci, Psichiatra e Psicoterapeuta:
Gentile signora Monia,
essere riuscita a rompere gli schemi che la costringevano ai sintomi bulimici non è cosa da poco... ora si tratta di compiere l'altra parte del percorso e cioè affrontare la depressione.
Come lei ben sa dietro ad ogni disturbo alimentare ci sono delle problematiche psicologiche da risolvere e probabilmente qui è posta l'origine della sua depressione. L'unico elemento che potrebbe costituire un fattore organico in grado di produrre sintomi depressivi, anche gravi, è rappresentato dalla presenza di una patologia della tiroide, spesso su base autoimmune come il diabete e per questo estremamente frequente nei soggetti diabetici insulinodipendenti, soprattutto donne.
Perciò: verifichi la funzionalità tiroidea e al contempo proceda con la psicoterapia.
Ultimo aggiornamento: Mer, 29 Settembre 1999 6:30.00
URL: http://www.progettodiabete.org/expert/1999/e2_373.html
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