Domande agli esperti

Vi raccomandiamo, prima di procedere nella consultazione, di leggere le avvertenze.


Il 3 Settembre 1999 Alessandra A. scrive:
Ho 45 anni e l'IDDM da 30. Il mio equilibrio metabolico è buono, la glicosilata sotto i 6, niente microalbuminuria. Quest'anno mi hanno diagnosticato una leggera neuropatia. Ho i piedi cavi, uso il plantare da dieci anni.
A luglio dell'anno scorso mi hanno amputato una parte di nervo a causa di un dolorosissimo neuroma di Morton al piede dx. Attualmente nel piede dx ho un neuroma da amputazione, che mi fa abbastanza male ma è relativamente sopportabile, e un neuroma nel piede sn. dopo 18 sedute di reset posturale i dolori al piede sn sono migliorati, ma sulla parte dorsale corrispondente al neuroma compare una specie di "bozzo" doloroso-dolorosissimio che è stato diagnosticato, in seguuito a una risonanza magnetica con contrasto, come versamento articolare. Questo versamento aumenta molto la sera e talvolta il dolore sale sul polpaccio e sempre sul polpaccio ho la senzazione di avere come delle calze. So che questo è sintomo di sofferenza dei nervi, sicuramente dovuta sia alla neuropatia sia al neuroma.
Un ortopedico specializzato nella chirurgia del piede dice che non mi devo assolutamente operare, un altro dice che mi passerebbe tutto se mi operassi ma non in maniera invasiva come la volta precedente, ma con la tecnica simile a quella usata per il tunnel carpale.
Lei cosa mi consiglia? Il dolore ai piedi è costante, mi deprime moltissimo, camminare è fondamentale soprattutto per i diabetici.
La ringrazio della sua attenzione e pazienza nel leggermi!

Risponde il dott. Fabio Baccetti, Medico Chirurgo:
Il neuroma di Morton è una lesione degenerativa che colpisce la III branca comune del Nervo Mediale Plantare e che di solito si localizza fra la III e la IV testa metatarsale, distalmente ad esse. Si pensa che sia l’esito finale di una Neuropatia da Intrappolamento, vale a dire questo Fibroma (che in termini istopatologici è la terminologia più esatto da usare) si formerebbe come conseguenza delle forze di compressione e stiramento cui va incontro la fibra nervosa in soggetti predisposti.
Ma veniamo al suo caso in particolare: la sintomatologia algica che lei riferisce è tipica di tale patologia, così come la propagazione del dolore al polpaccio, la presenza del versamento articolare e la bilateralità della lesione (caratteristica questa è comunque più rara rispetto alla norma). Il neuroma da amputazione a destra è probabilmente una complicanza post-operatoria dell’intervento chirurgico che anche se eseguito correttamente non è mai scevro di rischi di complicanze. L’unica terapia conservativa che può avere una qualche probabilità di successo nel suo caso, secondo la mia opinione, è il bendaggio del piede con l’apposizione di speciali cuscinetti plantare per il sollievo della pressione plantare sul Neuroma; le altre possibilità di terapia conservativa sono rappresentate dalle infiltrazioni locali di Cortisonici, Anestetici e Alcool con l’intento di sclerotizzare la lesione ma che a detta dei maggiori esperti del campo non sono quasi mai risolutive. Perciò l’intervento chirurgico alla fin fine è la terapia di scelta o almeno l'esito dell'iter terapeutico del Neurinoma. Certamente ogni tipo di approccio chirurgico ha i suoi vantaggi e svantaggi ma ritengo che probabilmente l’intervento per via endoscopica (come quello usato per il Tunnel Carpale) possa essere portatore di una minore probabilità di complicanze post-operatorie data la sua minore invasività rispetto alle tecniche tradizionali.
Spero di essere stato esauriente e chiaro nella risposta ed in ogni caso sono sempre a sua disposizione per ulteriori chiarimenti,
Cordiali Saluti
Dr. Fabio Baccetti


Ultimo aggiornamento: Lun, 13 Settembre 1999 6:30.00
URL: http://www.progettodiabete.org/expert/1999/e2_346.html

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