Domande agli esperti

Vi raccomandiamo, prima di procedere nella consultazione, di leggere le avvertenze.


Il 17 Marzo 1998 Paolo scrive:
il problema per cui le scrivo riguarda la mia ragazza.
Lei è diabetica insulino-dipendente da una decina di anni, e adesso ha 20 anni. Il suo problema è che, per sua stessa ammissione, non accetta il problema. Sa bene a quali conseguenze va incontro, ma non vuole pensarci. E per questo evita completamente, praticamente da sempre, di controllarsi quotidianamente la glicemia. Inoltre tende sempre a tardare i controlli a lungo termine come l'emoglobina glicosilata, che però quando fa non ha valori buoni (circa 9). Io sono molto preoccupato, e così i suoi genitori, ma gli approcci diretti non hanno risultati.
Come mi consiglia di agire?

Risponde la dott.ssa Ilaria Vannucci, psichiatra e psicoterapeuta:
È importante che alla sua ragazza sia data la possibilità di non doversi sempre sentire in colpa per il fatto che non esegue regolarmente i controlli. I diabetici percepiscono comunque da alcuni segnali fisiologici se la loro glicemia è molto alta o molto bassa e, se sono stati opportunamenti istruti all'autogestione, sono generalmente in grado di gestire la terapia insulinica in modo da correggere queste fluttuazioni. Certo il valore dell'emoglobina glicosilata non è dei migliori ma è anche vero che uno od alcuni valori alti non recano danno: è solo il controllo metabolico nel corso degli anni che influenza le complicanze croniche della malattia.
Per quanto riguarda la sua ragazza il fatto che sia diabetica da circa dieci anni mi fa supporre che ci sia stato in quest'arco di tempo un "passaggio" cruciale: la gestione del diabete da parte della sua ragazza in maniera più diretta ed autonoma rispetto a quando la sua terapia veniva gestita principalmente dai genitori.
Su questo punto si giocano battaglie difficilissime perché i genitori non sono mai soddisfatti e i figli non si sentono mai abbastanza adeguati alle aspettative dei genitori. Da qui spesso la disistima e la rinuncia a prendersi cura di sé.
Creare un ambiente fiducioso nei confronti della sua ragazza, interessarsi anche ad altri aspetti della sua vita, lavoro, studio, volontariato... contribuirà a renderla più consapevole delle sue capacità e a farla crescere come donna e non solo come diabetica.
Vedrà che così, sorretta dal suo fattivo supporto non critico ma costruttivo, sarà in grado di rinormalizzare in breve tempo i valori dell'emoglobina glicosilata. Auguri!


Data ultimo aggiornamento: Mer, 18 Marzo 1998 17:55.00
URL: http://www.progettodiabete.org/expert/1998/e2_94.html

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