Domande agli esperti

Vi raccomandiamo, prima di procedere nella consultazione, di leggere le avvertenze.


Il 3 Febbraio 1998 William P. scrive:
Ho saputo alcune notizie su nuove scoperte rigurdanti le iniezioni di insulina senza siringa, ma con specie di "peismaker".
Vorrei avere delle notizie in più.

l'8 Febbraio 1998 Angelo scrive:
Ho sentito in Tv una notizia che riguarda l'insulina, che forse hanno trovato un metodo che elimini il problema dell'insulina, questa scoperta l'hanno fatta in America. Vorrei sapere se è possibile avere più notizie e dettagli per quanto riguarda questa scoperta che ancora staranno sperimentando, e se è possibile quando potrà essere effettuata in Italia.

Il 9 Febbraio 1998 Michele scrive:
Vorrei chiedere a proposito di una notizia detta dal TG di Italia 1 circa una settimana fa.
Parlavano di un sistema integrato da trapiantare diretamente nel pancreas evitando così di dover provvedere ogni giorno alle iniezioni di insulina e dicevano che questo sistema dovrebbe aver superato la fase di sperimentazione.......Vi risulta???
O forse e solo una notizia da odiens televisivo?
In attesa di una vostra risposta Vi saluto e ringrazzio per il vostro interesse a un problema che forse sta dimostrando di essere più grande di quello che sembra.

Risponde Guido Seu:
Non voglio commentare il modo di dare certe notizie: è già stato fatto per episodi simili.
Veniamo subito alla tua domanda: purtroppo io non ho visto il servizio cui ti riferisci e quindi non posso sapere con precisione di quale ricerca e/o scoperta parlasse e da quale fonte sia stata attinta la notizia.
Posso dirti soltanto che, dalle mie conoscenze, ma penso che rispecchino la realtà delle cose, non esiste ancora nulla di efficace in grado di sostituire la terapia insulinica somministrata tramite iniezione sottocutanea, tranne i metodi dei microinfusori e degli iniettori.
I microinfusori sono apparecchi di minime dimensioni, che tramite un tubicino plastico applicato sottocute in zona addominale, rilasciano, grazie ad un motore miniaturizzato, l'insulina necessaria all'organismo. Tali apparecchi sono programmabili dal paziente (la decisione delle dosi e dei tempi di somministrazione non è quindi automatica), sono di dimensioni molto ridotte e si portano esternamente. Normalmente vengono usati solo in casi di particolare difficoltà ad avere un buon controllo glicemico o per soddisfare particolari esigenze del paziente (donne in gravidanza, ecc.), anche perché il costo è molto elevato (da 2,5 milioni a 7-8 milioni di lire).
Gli iniettori invece sono delle specie di "siringhe a pressione" che invece di usare l'ago per far penetrare l'insulina sotto cute, la iniettano tramite un minuscolo getto ad alta pressione. Anche questi creano alcuni piccoli problemi sia di cinetica dell'assorbimento insulinco, sia di dolore e traumi superficiali.
Quello di cui tu parli credo però sia ancora un'altra cosa: il famoso e tanto atteso "pancreas artificiale". Su di esso si stanno sviluppando moltissimi studi in tutto il mondo. I grossi problemi da superare sono determinati soprattutto dalla indisponibilità di un sensore del glucosio. Varie tecnologie - informatica, enzimatica, elettronica ed ottica - sono sottese a realizzarlo.
Due sono fondamentalmente le strade che si stanno percorrendo.
La prima, quella dei cosiddetti Pancreas Bio-artificiali, cioè prodotti biotecnologici che intendono sostituire le cellule beta del pancreas, si indirizzano soprattutto alla protezione di nuove isole (addette alla produzione di insulina), trapiantate da animali o da cadaveri umani, con capsule di membrane permeabili alle molecole dell'insulina e del glucosio, ma impermeabili agli attacchi immunitari dei globuli bianchi. Ne è un esempio il primo trapianto umano effettuato in California nel 1993 dal Dr. Patrick Soon-Shiong del St. Vincent Medical Center (http://www.oslo.sintef.no/gemini/1993-dec/48.html). Essi risolverebbero i difficili problemi della produzione dell'insulina e del sensore (farebbero tutto le cellule impiantate).
La seconda è quella della produzione di sistemi sottocutanei automatici per il rilascio dell'insulina. Questi presentano i due grossi inconvenienticui ho già accennato: il sensore di glucosio (che per essere impiantato stabilmente deve non essere deteriorabile per tempi relativamente lunghi) e la ricarica di insulina (che comunque richiederebbe l'introduzione dall'esterno). La notizia cui ti rifersisci penso sia quella relativa alla produzione di un sensore sottocutaneo sviluppato dalla MiniMed. Per un approfondimento puoi vedere il comunicato stampa alla pagina (http://www.progettodiabete.org/news/n67.html). È sicuramente un passo avanti, siamo però ancora molto lontani dalla soluzione definitiva.


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