Domande agli esperti

Vi raccomandiamo, prima di procedere nella consultazione, di leggere le avvertenze.


Il 17 Novembre 1998 Patrizia C. scrive:
Carissimo Dott. Songini,
Le scrivo prima di tutto per complimentarmi con Lei perché si rende utile a tutti i Diabetici e poi vorrei fare i complimenti anche a Progetto Diabete che come al solito, riesce a fare delle cose belle.
Vorrei farle alcune domande visto che è un diabetologo e anche diabetico riesce a capire meglio le persone che soffrono di questa malattia. Mi chiamo Patrizia ho 32 anni e da 22 sono diabetica insulino-dipendente e (quindi capisco perfettamente quando parla della "cara" vecchia siringa di vetro che si dovevano far bollire ecc.) mi pratico quattro iniezioni di insulina al giorno, lavoro come segretaria per circa 5 ore al giorno e purtroppo non faccio attività fisica.
Da circa 5-6 mesi sono passata a l'Humalog, e se devo essere sincera non sono molto soddisfatta, perché soprattutto la sera non riesco ad arrivare con una glicemia accettabile (100-160), infatti il mio incubo peggiore è la sera quando devo misurarmi la glicemia, perché so già che il valore sarà tra 200-270.
Durante la giornata faccio solo insulina Rapida (mattina – pranzo - cena) la sera prima di andare a dormire faccio l'Intermedia. Il mio diabetologo mi aveva consigliato di aggiungere un po' di lenta a pranzo, ma mi sono rifiutata di farlo per un motivo molto semplice.
Per prima cosa perché non potrei più usare la penna, e poi non vorrei dover passare a 5-6 punture giornaliere. Ora le faccio una domanda da diabetico a diabetico anni fa ci somministravamo rapida e lenta insieme e quindi facevamo due somministrazioni giornaliere, poi con il passare degli anni ci hanno convinto che era meglio passare a 3 punture giornaliere e per finire a 4 per avere un buon controllo della malattia, in modo che durante il giorno facevamo solo insulina rapida cercando di evitare la miscela con la lenta perché altrimenti c'era il pericolo che la lenta fatta la sera andasse a incontrarsi con quella della mattina. Adesso mi sembra di capire che con questa nuova insulina siamo tornati ai vecchi tempi o forse peggio perché le somministrazioni diventerebbero addirittura 6. Allora mi chiedo la vera scoperta qual è? Il "vantaggio" è solo uno in pratica la nuova insulina ha un'azione immediata e non bisogna attendere i 30 minuti.
Se la scoperta è solo questo credo che dopo vent'anni non abbiano scoperto nulla, anzi forse stanno solo regredendo.
Spero possa darmi un consiglio da diabetico e da medico, e cordialmente la saluto.

Risponde il dott. Marco Songini, diabetologo:
Innanzitutto un sincero grazie per le sue parole che mi ricompensano delle ore dedicate ai diabetici e strappate "crudelmente" alla mia famiglia nel corso di oltre 25 anni di studio e lavoro... ma anche a me stesso, alla lettura, alla musica, agli amici ed agli hobbies...
Il problema da lei affrontato riguardo l'insulinoterapia (al quale ho dedicato ampio spazio nella mia recente rassegna sull'insulinoterapia che l'amico Guido ha così benevolmente voluto pubblicare on line sul sito PD e che, se non l'ha già fatto, le consiglierei di leggere con attenzione perché contiene molte risposte ai suoi interrogativi) non mi stupisce perché effettivamente l'introduzione degli analoghi dell'insulina ad azione pronta (lispro) non ha assolutamente mantenuto le "iperbolanti" attese così imprudentemente strombazzate dalla pubblicità commerciale (..si figuri che avevano reclamizzato persino un effetto della lispro sulla prevenzione delle complicanze..sic!) anche se, mi duole dirlo tale campagna è stata supportata esageratamente dalle associazioni di diabetici che per mesi hanno funto da "ospiti e sponsors" per meetings dedicati alla presentazione della lispro tra i pazienti diabetici che certamente non avevano le armi culturali per poter criticamente interpretarne usi e misusi. Tanto che molti pazienti, anche molti dei miei, spinti da tali miraggi hanno poi provato autonomamente la lispro spesso con effetti incontrollabili. E' parrebbe anche vero, almeno ad una prima analisi, quanto lei afferma, cioè che il vantaggio del più rapido assorbimento lo dobbiamo "pagare" (e quindi qui le parlo anche da "diabetico") in termini di un maggior numero di iniezioni. Mi permetta a questo punto però di ricordarle che il problema della terapia intensiva con multiple dosi di insulina nasce dalla constatazione (vedi DCCT, Steno, Oslo, Kroc) che solo l'ottimizzazione del controllo glicometabolico (ottenibile in pratica nella vita reale con la terapia insulinica plurifrazionata o con l'infusore) è in grado di prevenire e/o ritardare le complicanze croniche della malattia. Una terapia quindi "flessibile" che meglio delle 2 iniezioni di insulina, spesso premiscelate, può adattarsi alle diverse esigenze della giornata garantendo inoltre anche una "libertà" di vita ed alimentare che prima noi diabetici non potevamo avere se non a scapito della glicemia. Le ricordo come la lenta alla notte sganciata dalla pronta di cena ha risolto il problema dell'ipoglicemia notturna e dell'iperglicemia mattutina. Concludo sottolinendole che la terapia intensiva affiancata all'automonitoraggio glicemico ha oggi realmente rivoluzionato le nostre conoscenze sulla gestione corretta del diabete e sul modo di prevenire le sue complicanze ed è di pochi mesi fa la presentazione a Barcellona al congresso della EASD (Società Europea per lo Studio del Diabete) di un importante e ventennale studio inglese (UKPDS) sul diabete tipo 2 che conclude per l'importanza del controllo metabolico nella prevenzione delle complicanze anche in questa diffusissima forma di diabete. Io, se le può interessare, pratico 4\5 iniezioni al dì. Auguri e "keep in touch".


Ultimo aggiornamento: Gio, 19 Novembre 1998 6:00.00
URL: http://www.progettodiabete.org/expert/1998/e2_199.html

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