Domande agli esperti

Vi raccomandiamo, prima di procedere nella consultazione, di leggere le avvertenze.


Il 10 Novembre 1998 Alessandra A. scrive:
Ho letto una precedente risposta riguardante le sedi dove iniettarsi l'insulina. Io uso ancora la siringa tradizionale, e, per le iniezioni, alterno la parte superiore delle braccia, i glutei, i fianchi e le cosce. La pancia la uso per l'iniezione di lenta prima di addormentarmi, e lo faccio perché, dormendo di fianco, sono sicura di non comprimere tale zona e di non causare problemi di diffusione. In effetti la mattina ho dei forti sbalzi di glicemia: da 50 a 300! Può dipendre dal luogo dove mi faccio l'iniezione?
Per quanto riguarda i lividi, una volta introdotto l'ago lo faccio penetrare girandolo come fanno gli agopunturisti, in modo da "evitare" più facilmente (almeno penso) eventuali capillari. Faccio bene o faccio male?
Vi ringrazio della vostra collaborazione, ciao!

Risponde la dott.ssa Anna Casu, diabetologa:
La tecnica di iniezione dell'insulina è sempre la stessa sia che si utilizzi la penna iniettore che la siringa tradizionale. In entrambi i casi è corretto cambiare sede di iniezione di volta in volta per evitare la formazione di alterazioni del sottocute che compromettono il buon assorbimento dell'insulina stessa e sono oltretutto antiestetiche. Nella rotazione delle sedi bisogna però tenere conto del fatto che non tutte le aree cutanee hanno gli stessi tempi di assorbimento (e ciò è legato principalmente alla differente vascolarizzazione dei diversi distretti). In particolare, l'assorbimento è più rapido per l'addome, intermedio per le braccia (porzione supero-posteriore), lento per la regione glutea (quadrante supero-esterno), mentre è assolutamente incostante nelle cosce. Da ciò deriva l'indicazione ad usare come sedi di iniezione dell'insulina rapida l'addome e le braccia, mentre la regione glutea va riservata per la insulina intermedia notturna. L'iniezione nelle cosce e nei fianchi è sconsigliata per l'imprevedibilità dei tempi di assorbimento da questa sede.
Ritengo quindi che le sue fluttuazioni glicemiche al risveglio siano da correlarsi almeno in parte ad una non perfetta insulinizzazione nelle prime ore del mattino conseguente ad un troppo rapido assorbimento dell'insulina intermedia.
Per quanto riguarda la tecnica di inserimento dell'ago, le probabilità di ledere un vasellino sottocutaneo sono minime. Inoltre il movimento dell'ago inserito nella cute è certamente traumatico e doloroso e non comporta alcun vantaggio pratico.


Ultimo aggiornamento: Ven, 13 Novembre 1998 6:00.00
URL: http://www.progettodiabete.org/expert/1998/e2_196.html

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