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Il 16 Ottobre 1998 Gabriella A. scrive:
Ho 49 anni e sono diabetica da otto. Ho sentito oggi (16 ottobre '98) alla televisione che è stato messo a punto un farmaco che consente di evitare la dialisi, se somministrato a livello preventivo.Rispondono il dott. Marco Songini, diabetologo, e Guido Seu:
La trasmissione a cui credo lei si riferisca, parlava di uno studio del gruppo Gisen (Gruppo italiano di studi epidemiologici in nefrologia), coordinato da Giuseppe Ramuzzi, direttore dell'Istituto Mario Negri e del Dipartimento di immunologia dei trapianti e delle terapie innovative antirigetto degli Ospedali Riuniti di Bergamo.
Lo scopo della ricerca era valutare l'effetto del ramipril, un farmaco appartenente alla classe degli Ace-inibitori, già utilizzato nella cura dell'ipertensione arteriosa, sul decorso delle nefropatie croniche non derivate dal diabete mellito. Era già noto il benefico effetto di un altro Ace-inibitore, il captopril, nel ritardare il decadimento della funzione renale nel diabete mellito di tipo 1 (insulino-dipendente), ma questa è la prima sperimentazione sull'efficacia di questi farmaci nel vasto campo delle nefropatie croniche non diabetiche.
L'effetto protettivo del farmaco è attribuito alla sua capacità di ridurre il traffico delle proteine attraverso i glomeruli (microalbuminuria), a conferma dell'ipotesi che questo sia il fattore predominante nella progressione del danno renale.
Si prevede che la sperimentazione si concluderà nel 1999, e solo allora si potrà ipotizzare un trattamento precoce con ACE inibitori per allontanare nel tempo l'eventualità della dialisi (lag time).
Ultimo aggiornamento: Mer, 21 Ottobre 1998 6:00.00
URL: http://www.progettodiabete.org/expert/1998/e2_185.html
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