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Vi raccomandiamo, prima di procedere nella consultazione, di leggere le avvertenze.
Il 18 Dicembre 1997 Fiamma T. scrive:
Sono una donna di 39 anni e ho deciso di avere un figlio.
Poiché, guardando l'anamnesi familiare, sono figlia di un diabetico insulinodipendente e il mio nonno paterno lo era stato anche lui (però da anziano), per poter prendere la pillola, ho sempre fatto regolarmente tutti gli anni (dall'età di 17 anni) le analisi del sangue e delle urine e in particolare della glicemia, riscontrando sempre valori normali (da 0,65 a 0,89).
Mio padre, che ha 70 anni, è diabetico dall'età di 30 anni e da almeno 25 è insulino dipendente, e negli ultimi anni è stato soggetto a neuropatie con perdita di sensibilità agli arti inferiori, retinopatia, ecc., anche se per fortuna non presenta grossi problemi cardiocircolatori e renali.
Mio marito, a sua volta, è figlio di un cardiopatico con cardiomiopatia dilatativa grave al punto e con tali complicazioni per le sue condizioni generali che non è stato possibile nemmeno il trapianto di cuore. Negli ultimi anni infatti gli era stata riscontrata anche un forte scompenso insulinico per un diabete probabilmente da lui stesso trascurato e curato ogni tanto con "qualche" pasticca: naturalmente una volta diagnosticato la malattia durante i recoveri ospedialieri per il cuore, ha intrapreso la terapia insulinica per un diabete che negli anni gli ha procurato una grave disfunzione renale fino alla perdita di un rene, mentre l'altro era molto sofferente anche a causa della cardiomiopatia: purtroppo tre mesi fa è morto all'età di 57 anni. Sua madre, molto anziana, ha da alcuni anni anche lei un diabete insulino dipendente.
Date queste premesse penso di aver bene di che preoccuparmi prima di intraprendere una gravidanza sia per il figlio (per la familiarità di diabete che abbiamo entrambi), sia per me.
- Quali sono le ultime teorie riguardo alla trasmissione della malattia?
Si trasmette attraverso il patrimonio genetico dei genitori oppure avviene proprio fisicamente attraverso la madre durante la gestazione per un'eccessiva affaticamento del pancreas, come ho sentito dire?
- Quali sono i rischi che ho io stessa di scatenare un diabete che attualmente non ho? Puo venirmi un diabete gestazionale che poi regredisce, oppure è quasi certo che poi mi rimane per sempre, con tutte le conseguenze che il diabete comporta?
- Una curiositā: sia mio padre che mio suocero si vantavano di essere nati con un peso superiore ai 4 Kg: è un segnale di cui tenere conto nei fattori a rischio per il diabete?
La ringrazio molto della risposta e-mail che attendo con ansia: ho visitato il vostro bel sito internet sul diabete ma riguardo alla gravidanza non ho trovato risposte riguardo a chi ancora il diabete non ce l'ha.
Risponde il dott. Marco Songini, diabetologo:
Gentile signora,
la storia familiare positiva per diabete di tipo 1 (insulinodipendente) presente in Lei ed in suo marito certamente conferisce un maggior rischio (non certezza, beninteso!) che sia lei come il futuro bambino possiate esser maggiormente predisposti al diabete. Per lei il rischio è lo stesso anche se non affronta gravidanze. L'eventuale diabete gestazionale che dovesse eventualmente comparire nel corso della sua gravidanza dovrebbe esser trattato correttamente ma solo una valutazione ed un controllo accurato nel tempo postpartum e puerperio potrebbero dire se persistente o transitorio.
A questo proposito oggi non siamo ancora in grado, nonostante le continue nuove acquisizioni nel campo della genetica del diabete sia di tipo 1 come di tipo 2, di poter quantificare con certezza tale rischio: posso solo dirLe, per quanto riguarda il diabete tipo 1 che è quello presente nelle vostre famiglie, che la grandezza del rischio può così esser mediamente quantificata:
- rischio della popolazione generale 0.2-0.7%
- rischio se il padre diabetico tipo 1 5-6%
- rischio se la madre tipo1 2-3%
- rischio se un fratello tipo 1 10%
Tengo a precisare che la componente genetica (ad oggi sono stati descritti oltre 22 geni in qualche modo implicati...) non spiega nč quantifica più del 50% della componente totale deterministica del diabete tipo 1 (l'altro 50% è di verosimile origine ambientale e varia pertanto in base all'ambiemnte e non sappiamo ancora chi, come e dove... forse in Sardegna troveremo la "bestia"...) e che in ogni caso essa rappresenta una "predisposizione" tanto è vero che solo una minima parte dei soggetti portatori degli aplotipi di suscettibilità al diabete (i cosiddetti HLA che controllano la risposta immune del nostro organismo) sviluppano il diabete tipo 1, ma non rappresenta la causa/e scatenante/i anch'essa/e di verosimile natura ambientale (virus, tossici, etc...). Certo non è la madre che in qualche modo durante la gestazione "affatica" il pancreas del proprio figlio! Può solo aumentare, quando affetta da una alterazione della secrezione insulinica, la stimolazione compensatoria del pancreas del proprio feto determinando una macrosomia fetale (come nel caso da Lei riportato per quanto rigurdava il peso alla nascita di suo padre e suo suocero superiori entrambi ai 4kg!).
Sulla base di quanto espostoLe penso che una gravidanza, condotta con un corretto impostamento medico pre, durante e dopo, non rappresenti un rischio particolare né per Lei né per il figlio.
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